03/07/2020

VENETO

Vergogna social, messa all'indice la bimba positiva al Coronavirus

I genitori degli altri bambini hanno preso di mira lei e la sua famiglia

Vergogna social, messa all'indice la bimba positiva al Coronavirus

PADOVA - E’ proprio vero che la cattiveria umana non conosce confini. E che le muove tecnologie, insieme all’illusione di lasciare a tutti la libertà di dire quello che passa per la mente, finiscono con il creare dei veri e propri mostri. In particolare quando ci si trova in una situazione di emergenza e, almeno in teoria, i più deboli dovrebbero essere anche i più difesi. Alle porte di Padova, a Curtarolo, succede quello che nessuno avrebbe neppure immaginato possibile. Lo racconta il Corriere della Sera, in un articolo dalla località padovana in cui si è sviluppato uno dei cluster (vale a dire i focolai del contagio).

Proprio a Cortarolo risiede la bimba di 8 anni che risulta essere uno dei primi minori in età così verde a venire contagiati dal Coronavirus. Ha 8 anni, ed risultata positiva ma asintomatica. Una situazione già di per sé difficile e che ha rischiato di diventare drammatica quando nome e indirizzo della piccola sono rimbalzati da un telefonino all’altro, inserito e messo all’indice nella chat dei genitori del paese, e da lì transitato nel mare magno della rete. Insomma, una bimba di 8 anni, colpita da un virus molto serio, messa all’indice dai genitori degli altri bambini. E insieme al nome della bimba sono diventati virali anche i dati del papà, dello zio e del nonno che vive in un paese poco distante e che invece sta lottando fra la vita e la morte in ospedale dopo avere contratto il coronavirus.

Segnalati, in pratica, come “appestati”. O come “untori”, anche se dubitiamo che qualcuno di quei genitori così attivi nel maneggiare Whatsapp abbiano mai letto Manzoni. “Sono positivi al test del coronavirus”, si leggeva nel messaggio. E’ chiaro che una volta venuto a galla, l’episodio è finito all’attenzione dei carabinieri, che hanno già provveduto a sequestrare il materiale. E dire che per la famiglia la positività (che ha riguardato bimba e zio, ma non i genitori) è completamente asintomatica. Per loro, come prevede il protocollo, è stato predisposto in via precauzionale l’isolamento in casa per i prossimi 14 giorni. Trascorsi i quali potranno tranquillamente uscire. E tornare in un paese dove proprio non hanno dimostrato neppure un briciolo di solidarietà umana.

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