05/04/2020

IL CASO

Autorizzati ad uccidere il lupo. "Si poteva evitare gli abbattimentidi abbatterli"

L'amarezza del Pd dopo il provvedimento che autorizza gli abbattimenti

Autorizzati ad uccidere il lupo. "Si poteva evitare gli abbattimentidi abbatterli"

VENEZIA - “È una legge che non serve, perché non risolve i problemi degli allevatori. C’è già il Piano nazionale per la gestione del lupo, esistono ben 22 misure di prevenzione, senza arrivare all’uccisione”. Netto il giudizio di Andrea Zanoni sul Pdl statale che ha come primo firmatario il capogruppo di Fdi Sergio Berlato e sottoscritto dai colleghi Valdegamberi, Gerolimetto, Finco e Possamai, approvato oggi dall’assemblea di Palazzo Ferro Fini. “In Veneto ci sono stati 165 episodi di predazione nel 2019, ma neanche uno nelle malghe attrezzate. Abbiamo un Piano nazionale con tutte le misure di prevenzione e mitigazione che purtroppo non ha ancora ottenuto l’approvazione definitiva. I modi per evitare gli abbattimenti ci sono: recinzioni studiate caso per caso, cani da guardiania, strumenti di dissuasione, rafforzamento delle competenze e professionalità da mettere in campo in modo costante, non con blitz a inizio stagione negli alpeggi. Altro particolare da non trascurare - ha sottolineato - è la Direttiva Habitat dell’Ue che non consente lo sterminio dei lupi. La precondizione per gli abbattimenti citata da Berlato è che non esista un’altra soluzione validata. Ma in realtà ce ne sono addirittura 22”. 

 Zanoni ha insistito sull’inutilità del provvedimento: “È una presa in giro in primis per gli allevatori,  ma anche per i cacciatori nonostante sia stato scritto proprio per strizzare l’occhio alle associazioni venatorie. Ricordo che porta la firma di Possamai e Berlato, presidenti rispettivamente di Federcaccia e Associazione cacciatori veneti. Ormai è perfino difficile distinguere tra i loro partiti, Lega e Fdi, e le associazioni. In questa legislatura infatti sono state portate avanti le istanze più estremiste del mondo venatorio, incassando numerose figuracce per le leggi cassate dalla Corte Costituzionale, come le sanzioni da 3600 euro per chi disturba i cacciatori o il nomadismo venatorio senza regole. Provvedimenti promulgati, ricordiamolo, dal presidente Zaia: non togliamo i demeriti al presidente!”.

 “La caccia non è la soluzione, ma l’aggravio del problema. Pensiamo alla diffusione del cinghiale, liberato per anni per scopi venatori e che potrebbe essere ‘contenuto a costo zero’ dalla presenza del lupo”, ha continuato Zanoni citando gli studi scientifici e i monitoraggi fatti da esperti sul Cansiglio: “Qua ha controllato la popolazione del daino, specie alloctona, effettuando un utile servizio per la biodiversità e predato i cervi. Il branco di lupi caccia gli animali selvatici, se il branco non c’è più, invece, i singoli esemplari si dirottano sugli animali da allevamento, più facili da predare. Invito i colleghi della Terza commissione a chiamare in audizione questo gruppo di lavoro di tecnici e studiosi del fenomeno” 

“Il gioco di Fratelli d’Italia e Lega è pericoloso, puntano ad accendere gli animi e scatenare la voglia del ‘fai da te’ senza preoccuparsi delle conseguenze: il lupo è una specie particolarmente protetta a livello internazionale, mentre la legge statale prevede per chi li uccide anche l’arresto da due a otto mesi. Se davvero vogliono tutelare gli animali, perché non portano in aula la legge sugli animali da affezione, licenziata da mesi dalla Commissione competente ma ancora ferma nei cassetti? Perché non dà le risposte che la Conferenza Regione-Autonomie locali chiede da tempo? Perché si trova quasi un milione di euro in tre anni per le associazioni venatorie, una delle quali ha poi versato 70.000 euro a Fratelli d’Italia, e neanche le briciole per i centri di recupero della fauna selvatica che offrono un servizio a tutti i cittadini?”, domanda il vicepresidente della commissione Ambiente. 

 

“La verità - ha aggiunto in conclusione - è che a questa maggioranza non importa niente degli interessi degli allevatori, dei malgari e dei gestori dei rifugi. Ma, alla fine, neanche dei cacciatori. Perché questa legge è uno specchietto per le allodole, non porta a soluzioni concrete; è utile solo per la loro, ormai non più credibile, propaganda”.

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