26/05/2020

BASKET

"L'unione fa la forza e il nostro progetto lo dimostra"

I tre presidenti, Giovanni Zenato del C.F.S., Roberto Battistini del Basket San Martino e Gionata Morello del Cipriani Nuovo Basket Rovigo raccontano, dopo un anno, il progetto che ha visto coinvolte le tre società

ROVIGO - Nonostante i campanilismi nel mondo dello sport polesano, tre club sono riusciti ad unire le forze. Cipriani Nuovo Basket Rovigo, Centro di Formazione Sportiva e Basket San Martino dall’inizio della stagione 2019/20 hanno disegnato un progetto di rinascita della palla a spicchi polesana, che nella prossima stagione porterà all’iscrizione in campionati giovanili di diverse formazioni. Ne abbiamo approfittato per fare un bilancio con i tre presidenti, Giovanni Zenato del C.F.S., Roberto Battistini del Basket San Martino e Gionata Morello del Cipriani Nuovo Basket Rovigo.

Presidente, da quando è dentro al mondo della pallacanestro?

(Zenato) Dal 1978, anno di fondazione del Centro di Formazione Sportiva.

(Battistini) Da quando ero giovane, ma ufficialmente dal 1995.

(Morello) Dalle elementari, prima come giocatore, poi da allenatore e ora con questo incarico.

Qual è il livello più alto assaporato nel mondo del basket?

(Zenato) Il livello, di questi tempi, è legato al periodo. Una mia serie C femminile degli anni ‘80 potrebbe essere, per qualità e caratteristiche del basket di allora, una serie A2 di alta classifica di oggi. Comunque, volendo citare solo una sigla, serie B femminile, vari titoli regionali femminili e numerose nostre atlete ed atleti entrati nel giro delle nazionali giovanili e di squadre di serie A.

(Battistini) A livello senior Promozione maschile e serie C femminile, mentre, con le giovanili, Cadetti d’Eccellenza.

(Morello) Da allenatore, Serie B maschile, Serie B femminile e diversi campionati giovanili d’eccellenza. Ho lavorato anche con diversi College americani NCAA di 1st Division, quali University North Carolina e Penn State University.

Qual è il massimo risultato raggiunto dalla sua attuale società?

(Zenato) Ultimamente leggo di imprese storiche di società femminili, con risultati mai raggiunti dal basket femminile polesano. Smentisco ricordando una semifinale valida per la promozione in A2 femminile raggiunta dal C.F.S..

(Battistini) Con la Promozione Maschile abbiamo raggiunto una semifinale per accedere alla serie D.

(Morello) Nella scorsa stagione, al mio primo anno di presidenza, abbiamo raggiunto Gara3 di semifinale per andare in serie D. Quest’anno, però, lo considero un record assoluto per l’NBR, grazie alle 19 vittorie su 19 gare disputate.

Qual è lo stato attuale di salute della pallacanestro nostrana?

(Zenato) Si vive a vista. Non esiste più una programmazione a lungo termine sia per il calo di tesserati che per i rapporti tra associazioni sempre meno “amichevoli”. A parte poche eccezioni, vale la regola del “Mors tua vita mea!” dove l’associazione più forte tende a fagocitare i tesserati delle altre realtà. E qui i metodi sono i più vari e disparati. Resta, comunque, una pratica a noi estranea.

(Battistini) Dipende molto dal numero sempre minore di bambini e bambine che s’affacciano a questo sport, dalle distanze tra le società della provincia, in termini di chilometri ma spesso di idee, da genitori sempre meno disponibili ad impegnarsi per i figli, dal campanilismo e dall’interesse di alcune società di apparire prima di essere, dando più importanza all’articolo ‘pompato’ sul quotidiano locale che al far giocare e crescere i giovani.

(Morello) Disastroso. Se non abbiamo toccato il fondo, poco ci manca. A livello senior, circa dieci anni fa il Polesine poteva contare su formazioni maschili in C, Serie D. La Promozione era considerato un livello basso anche in Polesine. A livello giovanile, non parliamone. I tempi in cui Rovigo riusciva ad iscrivere formazioni in campionati giovanili d’eccellenza, sono lontani anni luce. Il grande problema è la quantità: basti pensare che nell’intero Polesine ci sono solamente quattro società che hanno iscritto proprie formazioni in campionati giovanili provinciali della F.I.P..

Perché questa crisi?

(Zenato) Per la mancanza di progettualità. La collaborazione fra NBR, San Martino e CFS, ad esempio, è cominciata tra mille difficoltà, ora tutte superatissime. E questo perché in città i delatori erano all’ordine del giorno. Tutte figure provenienti da altre istituzioni sportive sia legate al basket che di altra realtà.

(Battistini) Per gli stessi motivi elencati in precedenza e pure per investimenti sbagliati.

(Morello) Per la mancanza di una classe dirigente lungimirante, mentalmente aperta e intellettualmente onesta. Per la presenza di diverse società interessate esclusivamente ad incassare le quote dei propri giovani o, peggio, i contributi di formazione che la F.I.P. assegna per gli atleti cresciuti nei propri vivai.

La sua società di che salute gode?

(Zenato) Si trova molti passi indietro per la continua emorragia di tesserati verso un’altra realtà. Emorragia costruita a tavolino e mai funzionale alla crescita del movimento. In più abbiamo scelto di ripartire dalla base, dal minibasket.

(Battistini) Facciamo ciò che possiamo, investendo il massimo nei centri Minibasket e, sinceramente, direi che fare meglio per San Martino oggi forse è impossibile.

(Morello) Siamo una società giovanissima che quest’anno, nel settore giovanile, ha praticamente appena acceso i motori, che non sono nemmeno caldi. I risultati, in questo contesto, sono sorprendenti. Per quanto riguarda la prima squadra, prima dell’interruzione per la pandemia, stavamo vivendo un sogno.

Qual è la ricetta per far crescere il movimento?

(Zenato) Non esiste una ricetta al momento, ma dei tentativi per arrivare ad un confronto onesto e leale con tutti gli interlocutori di questo movimento. Fin che alcuni si credono al di sopra di tutto e di tutti sarà molto difficile crescere. Comunque, le idee e la voglia non mancano.

(Battistini) Impegno costante, pazienza, ma soprattutto grande capacità tecnica (e non solo) di insegnamento da parte degli istruttori.

(Morello) Tutte le società del territorio devono unire le forze. Solamente così il Polesine riuscirà a competere con le realtà fuori provincia. Da soli, ci si dovrà accontentare di campionati “Silver”. Ogni società avrà il proprio ramo di competenza, specializzandosi: chi nel femminile, chi nel maschile a medi livelli, chi invece a livelli alti.

Concludiamo con un suo desiderio, legato al basket.

(Zenato) Tutto quello che ho detto in precedenza nasce da un desiderio di collaborazione e crescita globale. La pallacanestro rodigina degli anni ’80 e ’90 era un movimento conosciuto e rispettato, per forza e qualità, anche oltre i confini regionali. Non è più così e per riportarlo a quei livelli bisogna andare oltre a personalismi e politiche aggressive che ormai sono la normalità, soprattutto in ambito cittadino.

(Battistini) Il desiderio è di rivedere presto le palestre aperte, anche perché significherebbe aver sconfitto il virus, piene di bambini e bambine che corrono per il campo cercando di mettere il pallone dentro il canestro.

(Morello) Che tutti capiscano che l’unione fa realmente la forza. Che per collaborare non è necessario essere amici, ma sarebbe sufficiente valorizzare le competenze altrui.

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