02/06/2020

NUOVO BASKET ROVIGO

"Avevamo tutte le carte in regola per conquistare la serie D"

Così capitano del Cipriani Nuovo Basket Rovigo, Khalifa Diagne, sulla decisione della Federazione Italiana Pallacanestro di non assegnare promozioni

ROVIGO - Dopo il presidente Gionata Morello e coach Maurizio Ventura, è il capitano del Cipriani Nuovo Basket Rovigo, Khalifa Diagne, a commentare la decisione della Federazione Italiana Pallacanestro di non assegnare promozioni. Il centro senegalese, simbolo della corazzata Cipriani NBR dentro e fuori dal campo, aveva guidato le Pantere nell’incredibile cavalcata record di 19 vittorie e 0 sconfitte senza mai saltare una sola gara e, anzi, non risparmiandosi mai nonostante dei fastidi fisici. Lui, più di tutti, credeva nel salto di categoria.

Capitano, qual è il suo stato d’animo dopo la decisione della F.I.P. di non assegnare promozioni?
“Non posso certamente dire di essere felice. E’ molto dura, comprensibile e preoccupante. Dura perché questo poteva essere il nostro anno. Avevamo tutti ingredienti per consegnare alla città un bel riconoscimento nel basket maschile. Comprensibile perché purtroppo non abbiamo finito il campionato, ed è così per tutti. Preoccupante perché non sappiamo più quando verremo fuori da questa epidemia”.

Cosa ha detto ai suoi compagni dopo questa doccia fredda?
“In qualità di capitano l’unica cosa da dire è di tenere duro. I veri agonisti sono più forti nei momenti più difficili. Quindi le Pantere devono essere mentalmente forti per tornare, quando arriverà il momento, ancora più carichi".

Come vede il suo futuro?
“Adesso è un po’ difficile fare previsioni. Cercherò di stare bene a livello di salute e poi prenderemo quello che viene con positività”.

Tornando alla magnifica cavalcata delle 19 vittorie su 19, qual è stata la vostra partita più bella?
“Penso entrambi i confronti contro Basket Abano Montegrotto, una squadra molto completa e con straordinari giocatori. Abbiamo sudato parecchio per riuscire a vincere sia all’andata che al ritorno”.

Ad inizio stagione, si aspettava di arrivare a vincerle tutte?
“Sinceramente no. Però ero sicuro che saremmo diventati più forti della scorsa stagione (conclusa alla bella di semifinale playoff, ndr) perché abbiamo accumulato esperienza ed abbiamo capito molto meglio coach Ventura e la sua pallacanestro. Essendo una vera famiglia non vedevamo l’ora di scendere in campo per dimostrarlo. E poi c’è da dire che quest’anno abbiamo aggiunto grandi acquisti, quali Davide Serain, Matteo Bombace, Francesco Prosdocimi, Alberto Ferrari, e gli altri. Avevamo tutte le carte in regola per conquistare la serie D. Quello era il nostro obiettivo. Poi è arrivato il maledetto covid 19”.

C’è qualche suo compagno di squadra che vorrebbe menzionare?
“Avrei qualcosa da dedicare ad ognuno di loro, ma dico solo che voglio un gran bene a tutti. Teniamo duro e riproviamoci per la città e per tutte le persone che ci hanno sostenuto ogni venerdì, macinando chilometri. Loro meritano un bel ricordo. Vorrei dire qualcosa a José Ramos, costretto a tornare in Canada per questa conclusione anticipata. Lui era venuto per vincere assieme a noi. José, tu sei uno di noi! Quindi… big up Pantera José”.

Khalifa, com’è essere la bandiera del Nuovo Basket Rovigo?
“Dico solo che sono molto onorato di fare parte di questa società, di essere allenato da Maurizio Ventura e di giocare con i miei fantastici compagni di squadra. Vorrei concludere ringraziando il presidente Gionata Morello, i dirigenti Marina Cuberli, Riccardo Ferrari, i fratelli Davì, coach Maurizio, il vice Simone Chiapperin, il preparatore Diego Panagin, i fratelli Lucchin, gli sponsor, i tifosi, tutto lo staff del Nuovo MiniBasket Rovigo e i nostri incredibili ultras. Un grosso abbraccio anche alle nostre Panterine, che mancano moltissimo a tutti noi”.

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