31/03/2020

NUOVO BASKET ROVIGO

"Bisogna iniziare a pensare al 'dopo' emergenza"

Intervista con Gionata Morello, presidente del Cipriani Nuovo Basket Rovigo che aggiunge: "19 vittorie su 19 incontri sono un traguardo. Mi aspetto che venga riconosciuto"

Le pantere volano ai play-off

ROVIGO - Gionata Morello è alla seconda stagione di presidenza del Cipriani Nuovo Basket Rovigo. Fino a quando il campionato non s’è dovuto fermare, in casa NBR si stava vivendo un sogno. Non solo per il primo posto della prima squadra, con un vantaggio di 10 punti sulla seconda e ben 19 vittorie su altrettanti incontri disputati, ma anche per la creazione di un settore giovanile che, al primo anno di vita, stava regalando fortissime emozioni allo staff rossoblù. Sicuramente, il progetto del Nuovo Basket Rovigo, disegnato e creato dal presidente Morello unitamente al suo staff, stava dando soddisfazioni inimmaginabili al basket maschile polesano, sempre più proiettato verso i livelli di dieci anni fa. Ora, però, c’è grande preoccupazione anche in casa rossoblù, a partire dallo stesso Gionata Morello che, come consuetudine, risponde alle domande in modo schietto.

Presidente, come sta vivendo la situazione presente?
“Molto male. E’ estremamente difficile guardare al futuro senza avere alcuna certezza. Questo maledetto virus lo sconfiggeremo, è chiaro. Ma non sappiamo quando finirà e, soprattutto, a quale prezzo? I danni saranno immensi anche per lo sport”.

…cosa intende?
“Forse non è chiaro a tutti, ma il Covid19 ha distrutto l’economia. Ogni giorno che passa aumentano le attività che chiudono definitivamente e, quando rientrerà l’emergenza, passerà moltissimo tempo prima di riuscire a tornare alla normalità. Pochissime aziende avranno utili da indirizzare al mondo dello sport. Prevedo una moria di società sportive. Non solo. Se l’economia si blocca, le conseguenze per lo sport sono innumerevoli per tutti: le famiglie dovranno tagliare il budget dedicato alla pratica sportiva dei propri figli, il Comune dovrà rivedere le tariffe per l’utilizzo degli impianti sportivi, le federazioni dovranno abbassare le tasse, non ci saranno contributi alle società, eccetera eccetera…”.

Non è pessimista?
“No. Vedo che ci si preoccupa principalmente di gestire il presente. Si legge ovunque l’invito a restare a casa, a rispettare le regole per superare questa emergenza. Questo è giustissimo. Però leggo pochissimo, e in certi casi niente, a proposito dei piani per il futuro. Ad esempio, l’emergenza è venuta fuori nel periodo di Carnevale e solamente in queste ultime ore è uscito il decreto “Cura Italia”, che personalmente ritengo decisamente insufficiente. Per quanto riguarda la Federazione Italiana Pallacanestro, dopo il comunicato di inizio marzo relativo alla sospensione dei campionati, non abbiamo più ricevuto alcuna indicazione o linea guida. Capisco perfettamente che si debba attendere di vedere l’andamento del contagio, ma perché non pensare già ora alle varie ipotesi, tenendo conto dell’eventuale ripresa del campionato o di un altro rinvio o della sospensione definitiva? Noi, e penso molte altre società sportive, dobbiamo pensare anche all’aspetto emotivo dei nostri atleti, giovani e adulti. Dobbiamo dare la giusta importanza allo sport: non è solo l’occasione per bruciare grassi, ma per moltissime persone è una valvola di sfogo. Ora, queste persone si trovano a non avere più alcun tipo di sfogo, in un periodo naturalmente terribile. Io sono d’accordissimo con la sospensione delle attività, ma dobbiamo limitarne i danni cercando di dare degli obiettivi futuri che, anche per gli sportivi, sono vitali. Quando noi dirigenti o tecnici veniamo interpellati dai nostri tesserati, sempre più disorientati, l’unica cosa che possiamo dire, ad oggi, è di tenere duro, di restare a casa, di rispettare le regole, di cantare fuori dalla finestra, e che… andrà tutto bene. Non sto dicendo che sia sbagliato trasmettere serenità e positività con slogan o con iniziative social-media, ma dopo due settimane di slogan o di canzoni dal balcone, serve qualcosa di più concreto. Dobbiamo dare indicazioni, dobbiamo tornare a dare dei riferimenti. Il mio invito è di dare indicazioni sul futuro, considerando le varie ipotesi, anche se dovessero essere mille. Meglio mille ipotesi, che zero. Poi ognuno si aggrapperà all’ipotesi che in cuor suo preferisce, e questo è un aiuto immenso per venir fuori da un periodo di infiniti punti interrogativi. Alla F.I.P. chiedo di dare comunque indicazioni sul periodo dopo il 3 aprile. Parliamo dei mille possibili scenari, ma vi prego, parliamo del futuro!”.

A proposito di futuro, quali potrebbero essere le ipotesi per il campionato?
“Sono molte, ma sarò molto breve: mi aspetto che ai nostri ragazzi, che hanno vinto 19 vittorie su 19 incontri, venga dato il giusto riconoscimento. In qualsiasi caso”.

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