09/05/2021

RALLY

Tanti i piloti polesani in pista

Presenti anche Mancin, Luise, Mondin e Sarto

ADRIA - Un ritorno più che positivo, seppur condito da una settimana di avvicinamento travagliata, per Michele Mancin sulla Citroen Saxo gruppo A, una vettura che, nel recente passato, gli ha permesso di conquistare due volte il Campionato Italiano Velocità Montagna ed una il Trofeo Italiano Velocità Montagna.

Il pilota di Rivà, alla prima uscita vestendo i colori di Gaetani Racing, si presentava ai nastri di partenza dell'Adria Rally Show ritornando ad essere affiancato da un navigatore, situazione inusuale per il polesano, nell'occasione il vicentino Fabio Andrian.

Il cerchio, chiuso con il supporto tecnico di Assoclub Motorsport, ha portato in dote la vittoria nel Kit Car Master Italia, precedendo vetture ben più performanti come le Renault Clio Maxi Kit Car, e nella classe K10, complice l'uscita di scena dell'unico rivale diretto, Trettl.

“Direi che meglio di così non poteva andare” – racconta Mancin – “perchè, dopo una stagione in Ferrari, tornare sulla nostra amata Saxo non era semplice. Non ci aspettavamo di poter essere così competitivi, da precedere vetture a noi superiori, ma siamo molto felici di esserci riusciti. Partire con questo inizio di stagione è sicuramente un buon punto dal quale iniziare a lavorare, con fiducia e motivazione, per i programmi che stiamo vedendo con Gaetani Racing.”

Seppur il risultato finale sia più che positivo va notato che i giorni precedenti all'evento non sono stati facili, per il neo portacolori della scuderia patavina.

“Qualche giorno prima della gara” – aggiunge Mancin – “sono sorti dei problemi che, forse, ci trascinavamo dietro da tempo. Abbiamo lavorato tanto, negli ultimi giorni prima della gara, per cercare di risolverli e, in parte, ci eravamo riusciti. Siamo però arrivati in campo che non eravamo al top ed il passo delle prime prove speciali lo ha dimostrato, ampiamente.”


La prima frazione, quella del Sabato, si rivelava ostica per Mancin che, dopo aver saltato forzatamente la sessione di shakedown, si è visto lontano da Trettl di oltre mezzo minuto.

Sfruttando la lunga service area notturna il team del pilota di Rivà riusciva a risolvere i problemi elettrici, alla trazione anteriore del double chevron, consentendogli di prendere il comando delle operazioni nel Kit Car Master Italia ed in classe K10, complice il ritiro di Trettl sul terzo crono.

“Grazie di cuore ai ragazzi di Assoclub Motorsport” – conclude Mancin – “ed in particolar modo a Manuel Bonfadini. Hanno lavorato a lungo, durante la notte tra Sabato e Domenica, per permetterci di tornare ad essere competitivi. Il risultato ottenuto è, in gran parte, merito loro.  Grazie a Gaetani Racing, in particolar modo al presidente Luca Gaetani che ci è stato vicino per entrambe le giornate, facendoci sentire il suo supporto. Grazie a Fabio, persona splendida e di alta professionalità. Grazie ai nostri partners, tassello fondamentale di ogni successo.”

L'impresa di ripetere il podio dell'ultima apparizione all'Adria International Raceway, secondo di classe nel 2012, non è purtroppo riuscita ma la quarta piazza ottenuta da Gabriele Sarto, in coppia con Michele Visentin, regala un sapore dolce ed amaro per come è maturato nel corso della due giorni all'Adria Rally Show.

L'appuntamento con l'inedito evento polesano vedeva il pilota di Cavanella Po ed il navigatore di Bellombra tornare a far coppia, dopo la felice parentesi del Revival Rally Club Valpantena 2019, a bordo di una Renault Clio Williams gruppo A, messa a disposizione da New Star 3.

I portacolori della scuderia Monselice Corse si dimostravano già competitivi in avvio, al Sabato, firmando la quarta prestazione, in classe A7, in linea con il passo da podio.

Il primo colpo di scena, per i due, si verificava già sul successivo passaggio in notturna.


“Nella prima era andata malino” – racconta Sarto – “perchè abbiamo guidato troppo da pistaioli e non ci siamo divertiti. Sulla seconda abbiamo provato a spingere, per cercare di recuperare, ed abbiamo guidato più aggressivi. Stavamo abbassando di parecchio il nostro tempo ma, quando siamo entrati nel circuito veloce, all'esterno della prima curva c'era dello sporco per terra e ci siamo girati. Avremo perso, di sicuro, una quindicina di secondi. Davvero un peccato.”

Archiviata la prima frazione al quarto posto, ritardo di 4”9 dal terzo gradino del podio, Sarto attaccava alla Domenica mattina, sfruttando il treno di gomme nuove, e firmava la seconda prestazione parziale, riducendo il divario dal terzo, in quel momento Franchini, ad 1”5.

Sul tratto cronometrato decisivo, il quarto, il polesano veniva pesantemente penalizzato dal traffico in pista ed incassava un passivo di oltre quindici secondi, dallo scratch, che ne sanciva la chiusura definitiva di ogni speranza residua di agganciare il podio.

Con la classifica ormai congelata l'ultimo impegno, la speciale “Adria Karting Raceway”, diventava giusto una passerella per concludere un weekend comunque positivo.

“Peccato per il traffico trovato nel momento decisivo” – aggiunge Sarto – “perchè avevamo il podio a portata di mano. Pazienza. Siamo comunque contenti di esserci stati e di aver visto tanto pubblico. Mia moglie ha dovuto parcheggiare a chilometri di distanza da quanta gente c'era. Grazie a tutti, al mio naviga, a New Star 3, alla Monselice Corse ed ai Can da Paiaro che hanno fatto da mangiare per tutto il giorno. È stato tutto speciale. L'unica cosa che rivaluterei è l'immissione nel circuito ad alta velocità, io lo avrei fatto su un rettilineo. Forse meno pericolo.”

Gli fa eco Michele Visentin, raggiante per aver vissuto la sua seconda gara da navigatore. “La Clio è una vettura davvero performante” – sottolinea Visentin – “e mi piacerebbe provarla in un rally vero. Gabriele è stato bravissimo, per me ha vinto, perchè era dal 2012 che non correva con la Clio ed abbiamo lottato per il podio. Un weekend stupendo, per me magico.”

Scorrendo l'elenco dei partenti, di questa prima edizione di Adria Rally Show, e leggendo nomi del calibro di Perico e Consani, era scontato che il risultato non sarebbe stato il primario obiettivo di Michele Mondin, al debutto assoluto su una R5.

Il pilota di Adria raggiungeva già il proprio traguardo personale salendo, per la prima volta, su una Skoda Fabia R5, messa a disposizione da Colombi Racing Team, condividendola con la ritrovata Haianes Tania Bertasini, compagna di abitacolo nelle campagne vittoriose nel CIWRC.

Vestiti i panni della locale Bolza Corse il polesano prendeva le misure alla trazione integrale ceca durante lo shakedown, prima di affrontare la qualifyng stage che stabiliva l'ordine al via.


“Durante lo shakedown ho cercato di capire un po' questa vettura” – racconta Mondin – “e nella successiva qualifyng stage ne ho combinata una delle mie, dimenticandomi di inserire il sistema di partenza. Dai, ci sta. È la prima volta che mi trovavo al volante di un mezzo così.”


Due le prove speciali per la prima giornata di gara, al Sabato, con Mondin che iniziava a prenderci gusto, man mano che i chilometri scorrevano, sentendosi sempre più a suo agio.

Ripartito alla Domenica mattina la progressione continuava sino al quarto crono in programma, con il tempo che veniva penalizzato dal raggiungimento di alcuni concorrenti più lenti.


“Sulla quarta speciale” – aggiunge Mondin – “stavamo migliorando molto ma, purtroppo, abbiamo trovato due vetture più lente e non ci davano strada. Abbiamo perso parecchio tempo ma, lo sappiamo, questa tipologia di gare ha questa problematica. Va bene comunque così.”


Sulla conclusiva “Adria Karting Raceway” il portacolori del sodalizio di casa archiviava la prima in R5 con un quattordicesimo posto in classe che non scalfiva minimamente il morale, felice per aver primeggiato tra gli Under 25 ed aver fatto suo il Trofeo Arnaldo Cavallari, quale migliore pilota della provincia di Rovigo.

“Eravamo consapevoli sin dal via” – conclude Mondin – “che questa gara ci serviva a fare esperienza ed a divertici. Non avevamo nessuna ambizione di alta classifica. Siamo migliorati, di prova in prova, ed abbiamo quindi raggiunto il nostro obiettivo. Siamo stati i migliori nella classifica Under 25 ed abbiamo portato a casa il trofeo per il migliore pilota della provincia. Siamo partiti sicuramente con il piede giusto e per questo ringrazio di cuore la mia navigatrice, sempre perfetta e precisa, ed il team Colombi che è una squadra grandiosa. Ci han dato un sacco di consigli e ci han trattato davvero benissimo. Grazie ai nostri partners, fondamentali. Grazie a Bolza Corse per averci fatto correre con i colori di un team adriese. Grazie a Mario Altoè ed a tutto lo staff dell'organizzazione. Non sarà un rally ma vedere oltre settanta vetture, con piloti di spicco e tantissimo pubblico è stato molto bello. Ora guardiamo al nostro futuro.”

La prima edizione di Adria Rally Show è ufficialmente consegnata agli annali e, con essa, anche l'evento riservato alle auto storiche.

Seppur fossero soltanto tre i partenti i fari del Polesine intero erano puntati sul ritorno alle competizioni di Marco Luise, meglio noto come “Drago”, il quale ha rispolverato quella BMW M3 gruppo A che, nel corso degli anni, è diventata un simbolo dei rally ad Adria ed in provincia.

Affiancato da Luca Trovò alle note, con il supporto tecnico di Marangoni Corse, il portacolori del Team Bassano ha concluso con una seconda posizione assoluta, primo in solitaria nella classe J2-A/>2000, frutto del tanto spettacolo, condito da numerosi traversi, regalato al pubblico.


“Ci siamo divertiti tanto ed abbiamo fatto divertire il pubblico” – racconta Luise – “che è, da sempre, il nostro principale obiettivo. Avevamo un bel po' di ruggine da smaltire se pensiamo che l'ultima volta che ho corso era cinque anni fa, al Rally Storico Città di Adria. Mi vedevo parecchio impedito sulle prove iniziali. Sapete quando stacchi e poi ti rendi conto che potevi frenare venti metri dopo? Non correndo è normale che ti manchino le misure e questo, in pista, si amplifica ancora di più. Abbiamo faticato un pochettino con le gomme ed abbiamo avuto qualche problema tecnico ma, quel che conta davvero, è che siamo arrivati alla fine, mantenendo intatta una tradizione di resistenza della nostra vettura. Da quando la noleggiavo, negli anni novanta, ai vari Lovisetto, Dalla Pozza e Mantoan questa M3 non ha mai accusato un ritiro per noie puramente tecniche. Grazie di cuore ad Andrea e Michael Marangoni, hanno svolto un lavoro superbo, soprattutto quando abbiamo avuto il problema alle pompe benzina.”


Un evento che, nonostante non sia un rally, ha lasciato un segno positivo in casa Luise. “Devo dire che è stato davvero un bel evento” – aggiunge Luise – “e quindi tanti complimenti alla famiglia Altoè ed a tutto lo staff dell'organizzazione. Sono stati bravi a ricavare un tracciato così. Non è un rally, lo sappiamo tutti, ma è stato uno show bellissimo e mi auguro possa continuare a crescere negli anni futuri. Il pubblico, davvero numeroso, credo abbia apprezzato.”


Uno zuccherino, questo Adria Rally Show, che sembra aver ingolosito il “Drago”, deciso a rimettersi in gioco, nell'ambito dei rally riservati alle auto storiche, come il fratello Matteo.

“Vedendo mio fratello Matteo” – conclude Luise – “nelle gare storiche, soprattutto come si diverte e l'ambiente che mi descrive, mi è venuta molta voglia di provare a buttarmici dentro. Sarebbe davvero bello poter affrontare delle trasferte assieme ma, per via del nostro lavoro, non è possibile essere assenti entrambe. Aggiungiamoci il fatto che il mio navigatore, Luca, lavora con noi e la frittata è fatta. Non sarà facile ma studieremo assieme come fare perchè mi piacerebbe davvero molto poter affrontare qualche rally storico con la mia M3. Adesso vedremo come potremo fare, compatibilmente con gli impegni di tutti noi. La voglia, però, c'è.”

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