06/08/2021

IL CASO

“Fenomeno luminoso anomalo in Polesine”

Il Gruppo ricerche Uap ha immortalato una luce che non è riconducibile a nessun fenomeno naturale o artificiale conosciuto

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20/07/2021 - 12:18

LUSIA - LENDINARA - Una luce fissa, apparsa all’improvviso poco sopra la linea dell’orizzonte, e rimasta lì immobile per lunghissimi secondi. Poi, senza nessun rumore e senza lasciare una scia, è sparita in un attimo così com’era comparsa. Giusto il tempo, però, per il 45° Gru-Gruppo ricerche Uap del Polesine, di immortalare quel fenomeno luminoso che - assicurano dal gruppo di studiosi, che da 21 anni scandaglia i cieli tra Adige e Po - “non è riconducibile a nessun fenomeno naturale o artificiale conosciuto”.

L’episodio - raccontano dal gruppo - è avvenuto lo scorso due luglio, un venerdì sera, durante una sessione di osservazione del cielo nella campagna di Ca’ Morosini, tra Lusia e Lendinara, lungo le banche dell’Adige. Qui, “in direzione 294° Ovest e a circa 5 gradi di elevazione dal suolo rispetto al punto di osservazione - racconta Jerry Ercolini, fondatore del gruppo - e quindi molto basso sull’orizzonte rispetto alle quote di passaggio di aeromobili e satelliti” è comparso questo Flap, “fenomeno luminoso anomalo del Polesine”.

“Il Flap - dice ancora il fondatore del gruppo - appariva di colore arancione intenso e sembrava aumentare la propria luminosità. Non era accompagnato da rumori, suoni o scie e all’osservazione sembrava fermo nella posizione. Non era un aeromobile perché privo delle luci di segnalazioni e di navigazione; e non era nemmeno un fuoco artificiale o una sky lantern o razzo di segnalazione”.

Immediatamente i membri del gruppo presenti sul posto, e armati di una reflex digitale professionale su treppiede, con zoom 70-300 millimetri, spettroscopio Ros e binocolo professionale, hanno tentato di inquadrare il fenomeno luminoso nell’obiettivo “per tentare di ricavarne alcuni spettri luminosi della luce emessa”. In quei pochi secondi, è stato possibile fare due scatti.

“Alle analisi, seppure di debole intensità, lo spettro luminoso registrato ha fornito dei dati che rivelano la presenza di diversi picchi di ossigeno e uno di sodio - dice ancora Ercolini - il fenomeno è stato osservato anche al binocolo ottenendo una descrittiva del tipo ‘è di colore arancione con emissione di raggi e privo di silhouette, ma di forma ovalizzata’”.

Certo, nessun elemento per dire che si tratti di un Ufo. Ma di sicuro il Gruppo ricerche si sente di escludere che l’origine di quel fenomeno sia umana. Come detto, niente fuochi artificiale, sky lantern o razzo di segnalazione, ma si escludono anche “satelliti di passaggio e gli Starlink, perché si spostano su traiettorie ben delineate e a diversi gradi di elevazione. Assieme al gruppo di ricerca - conclude Ercolini - erano presenti altri due ricercatori laureati in fisica e chimica che da anni si stanno interessando a questa fenomenologia sia dal punto di vista astronomico-atmosferico sia dal punto di vista di eventuali fenomeni luminosi correlabili a eventuali fattori pre-sismici. In letteratura scientifica - conclude il fondatore del gruppo - esistono testi e report di studi su fenomeni luminosi come fattori pre-sismici e proprio su quest’ultimo studio il 45° Gru sta registrando dati molto interessanti per tentare di realizzare un modello”.

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