17/05/2021

PAPOZZE

Per 18 oss, c'è poco da festeggiare, questo primo maggio

Manifestazione di protesta del sindacato all'esterno dell'Opera Pia Bottoni di Papozze

"Primo Maggio, Festa dei Lavoratori: ma hanno poco o meglio niente da festeggiare le 18 Oss dipendenti della Consorzio Faber, gestore dell’appalto di una grossa fetta del servizio assistenziale dell’Opera Pia Bottoni di Papozze". Lo spiega Roberta Denanni, sindacalista di Fp Cgil, sigla che, nella mattinata di sabato 1° maggio, ha organizzato una manifestazione di protesta e sensibilizzazione proprio davanti all'Opera Pia Bottoni, la casa di riposo di Papozze, struttura che, spiega il sindacato, si trova in difficoltà sempre peggiori.

"Il 16 aprile - prosegue infatti la comunicazione - il consorzio e la sua affiliata cooperativa Solidarietà, che all’opera pia Bottoni gestiva l’appalto del servizio di pulizie, hanno comunicato all’Ente la volontà di cessare il servizio a far data dal 1° maggio,
poiché a loro dire, a) non venivano pagati da novembre 2020, b) avrebbero subito una riduzione dell’appalto
ben superiore a quella prevista per legge. Ad avere la peggio in questa situazione sono stati 6 lavoratori del servizio pulizie, fortunatamente ricollocati c/o la cooperativa a cui è stato affidato il servizio, e le 18 Oss che da domani non potranno più lavorare e che solo grazie alle normative vigenti in periodo di pandemia non sono state licenziate in massa ma verranno collocate in cassa integrazione con una riduzione dello stipendio di circa il 45%".

"L’Opera Pia Bottoni - prosegue la comunicazione di Fp - Cgil - sta vivendo un momento tragico, già difficile da quattro anni prima con bilanci che non reggono, e una carenza di personale come, ad esempio, quello infermieristico che porta la struttura in un circolo vizioso. Infatti, secondo quanto riportato dal Cda, l’Ulss avrebbe bloccato gli ingressi in struttura dei nuovi
utenti, poiché non vengono rispettati gli standard infermieristici, ma questo comporta per l’ente circa 30 posti letto vuoti e l’equivalente mancata entrata economica".

"Questa situazione si protrarrà per i prossimi mesi, poiché anche se è stato indetto un concorso per reclutare infermieri, i tempi tecnici non possono permettere assunzioni entro un breve periodo. E’ stata, una scelta forte e a dir poco immorale quella del Cda di non ricollocare queste Os, molte delle quali residenti nel territorio. Ovviamente il servizio continuerà ad essere erogato ma questa volta ad erogarlo saranno, oltre alle dipendenti dell’Opera Pia Bottoni, 8ssprovenienti dall’IRAS di Rovigo, altro ente questo che conta un esubero di personale di circa 15 unità".

"Anche l’uomo chiamato a salvare l’Ente ha tirato i remi in barca, ha infatti rassegnato le dimissioni Mauro Badiale che dal primo maggio non sarà più il Direttore della struttura. La manifestazione di protesta di oggi serve oltre che rivendicare il diritto al lavoro, anche per chiedere 1) al Cda di rivedere la decisione presa e di provvedere alla ricollocazione delle lavoratrici 2) a chiedere che il sindaco si faccia carico della disperazione di questi lavoratori molti dei quali suoi concittadini, e che richieda l’intervento della Regione per la salvaguardia di un Ente che ha dato prestigio al
territorio e che ora rischia di arrivare al fallimento".

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