06/03/2021

PESCA

Altri 13mila euro spesi dalla Provincia per la “guerra” contro i pescatori

Contrapposizione cominciata per i diritti esclusivi di pesca, proseguita poi per il rilascio di una trentina di permessi di pesca

La provincia vende anche uno Iat

DELTA - Altri 13mila euro impegnati dalla Provincia di Rovigo per proseguire nella “guerra” contro i pescatori di Scardovari. Una contrapposizione cominciata per i diritti esclusivi di pesca, proseguita poi per il rilascio di una trentina di permessi di pesca. Al centro di tutto, la questione del nulla osta alle nuove autorizzazioni di pesca ai soci, domandato - semplificando molto un procedimento complesso - alla Provincia dal Consorzio. La Provincia, da parte sua, avrebbe risposto, secondo questa ricostruzione, spiegando che vi sono ostacoli procedurali in questo senso, mancando atti che, invece, sono previsti come fondamentali. Da qui la decisione del Consorzio di rivolgersi al Tar, domandando che venga accertata “l'illegittimità dell’inerzia dell’amministrazione, con condanna a provvedere entro un termine di trenta giorni”. In primo grado, il Tar aveva individuato la competenza del giudice ordinario, ma, di fronte al Consiglio di Stato, è passata la teoria del Consorzio, assistito dagli avvocati Gianpietro Berti e Francesco Carricato. Ricorso accolto, quindi, e rinvio al Tar. O almeno così pareva. Perché, ora, la Provincia ha impugnato in Cassazione la decisione del Consiglio di Stato. Avvalendosi, ancora una volta, di avvocati esterni, pur avendo la propria avvocatura. Spendendo altri 13mila euro, che si aggiungono ai precedenti circa 30mila.

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