29/01/2022

ADRIA

"Non c’è futuro per la Socotherm: vogliono dismettere lo stabilimento di viale Risorgimento"

È il grido d’allarme lanciato con forza dai sindacati

27/11/2020 - 15:11

ADRIA - "Non c’è futuro per la Socotherm: è chiaro il disegno della multinazionale Shawcor, con sede in Canada, di dismettere lo stabilimento di viale Risorgimento": è il grido d’allarme lanciato con forza questa mattina venerdì 27 novembre dalle forze sindacali a Palazzo Tassoni con il sindaco Omar Barbierato, alla presenza di tre rappresentanti della Rsu Eugenio Andriotto, Lodovico Barbieri e Ronny Parcelj.

A dir poco impietosa l’analisi fatta dai sindacalisti Federica Franceschi per la Cigl ed Enrico Rigolin per la Cisl. A loro giudizio, raccogliendo le dirette testimonianze delle maestranze dagli operai all’amministrativo, dal commerciale al management da tempo, almeno un anno, la multinazionale ha messo ai margini l’azienda adriese che ormai non sembra più far parte dei piani strategici. La campana a morto potrebbe essere la mancata commessa con la Saipem che avrebbe garantito circa un anno di lavoro in viale Risorgimento: quel lavoro sarà eseguito in Mozambico dalla stessa ditta committente. Tuttavia c’è il forte sospetto che Shawcor non abbia creduto fino in fondo a quella commessa, quindi più che persa sarebbe stata lasciata andare.

Inoltre da tempo si è percepito con fatti concreti l’intenzione di smantellare l’impianto per non offrirlo a potenziali concorrenti, per questo i sindacati lanciato l’allarme: "Neppure un bullone venga portato via da viale Risorgimento". Intanto da mercoledì 25 i lavoratori sono in stato di agitazione. Grazie alla Cig-Covid, dovrebbero avere garantita la cassa integrazione fino a marzo, poi sarà il buio più totale.

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