03/08/2020

POLIZIA PROVINCIALE

Reti da 200 metri e attrezzature vietate: presi in due

Nuovo brillante intervento degli Agenti della Polizia Provinciale di Rovigo in collaborazione con le Guardie volontarie dell’Associazione FIPSAS

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Sequestro di reti (Una immagine di repertorio)

ROVIGO - Un nuovo brillante intervento degli Agenti della Polizia Provinciale di Rovigo, realizzato lo scorso mercoledì 1 luglio 2020 in collaborazione con le Guardie volontarie dell’Associazione FIPSAS, ha individuato due bracconieri in azione nel fiume Po nei pressi dell'abitato di Canaro, con sequestro di fauna ittica (n. 150 esemplari delle specie cefali e barbi), di n. 200 metri di reti da pesca ed attrezzature vietate nonché di un'imbarcazione e del motore fuoribordo utilizzati per la pesca abusiva.

L'intervento era stato pianificato a seguito delle segnalazioni pervenute alla Centrale Operativa di Viale della Pace da parte dei residenti della zona, insospettiti della presenza di natanti da pesca a ridosso delle sponde venete. Nel corso della notte gli Agenti, a bordo di natante privo di segni identificativi, si appostavano nei pressi della località Paviole nascosti nella fitta vegetazione golenale e in attesa della segnalazione da parte dei colleghi che con l'auto di servizio percorrevano l'argine sinistro del fiume, monitorando il passaggio dei natanti. Alle ore 22,00 circa veniva segnalato il passaggio di un natante diretto verso valle, con a bordo due persone che iniziavano a posizionare una serie di reti da pesca del tipo tremaglio e barracuda nel tratto di competenza della Provincia di Rovigo ove vige uno specifico divieto.

Gli Agenti della Polizia Provinciale, dopo aver verificato l'illecito osservando attentamente la scena con i binocoli in dotazione, facevano intervenire le Guardie volontarie a bordo del natante, che dirigevano rapidamente sul luogo di ormeggio dell’imbarcazione in attività di pesca di frodo e ne interrompevano l’attività. Venivano sorpresi due pescatori locali, ancora in possesso di varie reti vietate situate all'interno dell'imbarcazione.

A carico dei pescatori, di cui uno risultato privo di qualsiasi titolo abilitativo all'attività di pesca, venivano quindi redatti verbali di accertamento di violazione con applicazione della sanzione di complessivi euro 5.333,00 per aver utilizzato dispositivi di pesca non consentiti in acque vietate, con sequestro della fauna ittica catturata, degli strumenti utilizzati e del natante con motore fuoribordo, materiale che sarà oggetto di confisca per effetto della normativa recentemente intervenuta per reprimere il fenomeno della pesca illegale.

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