26/05/2020

IL PARCO ACQUATICO

"Con queste regole impossibile riaprire"

Così Romolo Camalori, imprenditore milanese che ha investito milioni nella realizzazione del Castelbeach di Castelguglielmo

Castelbeach: “Non siamo in grado di riaprire”

CASTELGUGLIELMO - Un parco da 80mila metri quadrati, 30mila presenze durante l’estate, 250mila euro di introiti (spese escluse), trenta lavoratori stagionali. Allarga le braccia Romolo Camalori, imprenditore milanese, già costruttore dell’Idrofollia di Sottomarina, che ha investito milioni nella realizzazione del Castelbeach di Castelguglielmo, per molti il “mare del Polesine”. E non solo: “La posizione è strategica - racconta Camalori - arrivano da este, da Montagnana, da Legnago, dall’alto Ferrarese. Abbiamo un’utenza di 30mila persone durante i mesi estivi. Gente che è abituata ad arrivare anche all’ultimo momento, a seconda delle condizioni meteorologiche, come possono pensare di farci prendere le prenotazioni? O di contingentare le entrate?”.

Ma le regole imposte dal governo, e a cui l’associazione nazionale parchi acquatici si sta opponendo, impongono: “Avere un ombrellone prenotato, chiedere i dati personali all’ingresso, tenere i dati delle persone entrate per 14 giorni è assurdo. Immagini cosa significa tenere per 14 giorni la documentazione di 800 persone che entrano ogni giorno - esclama Camalori - Bisogna igienizzare completamente tutto e sanificare continuamente, gestire le persone anche in acqua. Come si può pensare di evitare tutto questo? La gente invece di rilassarsi si stressa e non viene, perché esce più nervoso di quando è entrato. A quel punto meglio che rimanga tutto chiuso”.

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