22/09/2020

CARABINIERI

Facevano razzia nella case, beccati i ladri

Finiscono dietro le sbarre in quattro

Furti a raffica nelle case, blitz nella notte, presi i ladri

L'operazione lockdown è scattata all'alba

GUARDA VENETA - Nel pomeriggio del 15 aprile, a Guarda Veneta e Crespino, i militari del Nucleo investigativo in collaborazione con quelli della Compagnia di Rovigo, traevano in arresto, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini del Tribunale di Rovigo, Pietro Mondaini, quattro persone: un classe 1994, domiciliato ad Arquà Polesine, nullafacente, già noto alle forze dell'ordine; un classe 2001, domiciliato ad Arquà Polesine, nullafacente, incensurato; un classe 1999, residente a Guarda Veneta, nullafacente, già noto alle forze dell'ordine; un classe 1991, residente a Rovigo, nullafacente, già noto alle forze dell'ordine.

"L’indagine - spiega la nota del comando provinciale dei carabinieri di Rovigo - coordinata dal sostituto procuratore Andrea Bigiarini della locale Procura della Repubblica, consentiva di contestare ai predetti 15 furti in abitazione, tra tentati e consumati, compiuti a vario titolo ed in concorso tra loro, commessi tra le provincie di Rovigo (sei episodi), Verona (sette), Padova (uno) e Ferrara (uno). La sorveglianza ravvicinata posta in essere nei confronti degli accusati ha permesso di accertare una dinamica consolidata nel modo di agire dei rei: una volta raggiunta l’area interessata, due elementi scendevano e si muovevano a piedi mentre il terzo 'perlustrava' l’area in auto".

"I due appiedati suonavano quindi i campanelli delle case, apparentemente in modo casuale, e in assenza di risposta passavano all’azione, anche arrampicandosi su grondaie e terrazzini, per poi forzare gli infissi. Una volta nell’abitazione, concentravano il loro interesse su denaro, gioielli e orologi di pregio. Terminato il colpo, coordinandosi con telefoni cellulari intestati a prestanome, si ricongiungevano e lasciavano velocemente l’area con la stessa auto con cui erano arrivati. L’indagine ha consentito inoltre di deferire i primi tre per aver più volte disatteso gli obblighi di permanenza presso l’abitazione".

"La sorveglianza proseguiva anche durante il periodo di 'lockdown' decretato a seguito dell’emergenza Coronavirus (da qui il nome dell’indagine), permettendo di osservare e contestare ai primi tre ripetute violazioni della normativa in vigore. Medesima violazione veniva nuovamente contestata agli stessi tre all’atto dell’esecuzione delle misure cautelari, poiché sorpresi a 'fare aperitivo' presso l’abitazione di uno di loro. I quattro arrestati sono stati associati presso la casa circondariale di Rovigo, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria".

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