02/06/2020

DELTA

Calo drammatico della produzione ittica

L'assessore regionale Pan assicura misure “per la liquidità” dei pescatori

Calo drammatico della produzione ittica

ROVIGO - La chiusura pressoché totale del canale Horeca (hotel, ristorazione e catering) per la pesca del Delta e della laguna e per l’ittiturismo ha significato una forte depressione della domanda di prodotti ittici e un calo preoccupante del settore dell’ittiturismo. Sulla costa veneta alcuni mercati lavorano a giorni alterni e molte imprese sono ricorse al fermo pesca facoltativo, permesso dal decreto legge del 17 marzo 2020. A questo si aggiunge la modifica dei comportamenti di acquisto da parte del consumatore che, in questo periodo, predilige Gdo e acquisti concentrati; diverse barche dello strascico hanno così dovuto bloccare le attività, mentre i pescherecci veneti dei Consorzi Gestione Vongole si sono orientati per un fermo temporaneo dal 14 marzo al 30 giugno.

Da non dimenticare le produzioni da allevamento tipiche del Delta polesano, come i mitili, che giungeranno a maturazione tra pochi giorni: non avranno un mercato di sbocco e si rischia l’eccesso di offerta, dovendo gli impianti essere liberati.

Per il mercato ittico di Chioggia - altro dato - sicuramente rappresentativo della situazione regionale e non solo, nel mese di marzo 2020 si evidenzia una contrazione, rispetto a marzo 2019, del valore della produzione locale di quasi il -61%, mentre in termini di quantità la diminuzione è stata del -49%. Del -40% è il decremento anche dei transiti dall’estero, sia in valore che in quantità, mentre quelli nazionali segnano un -56% circa.

“Come Regione Veneto abbiamo rimodulato il piano finanziario dei fondi Feamp - il fondo europeo che favorisce la competitività e lo sviluppo delle imprese del comparto ittico - ha assicurato l’assessore all’agricoltura Giuseppe Pan - E' gestito nella sua programmazione dalle Regioni. Per il Veneto, l’importo complessivo del ciclo di programmazione 2014-2020 vale circa 46 milioni di euro. Abbiamo destinato 6 milioni, con priorità alle piccole e medie imprese della filiera della pesca e all’acquacoltura.

Se la raccomandazione al consumatore in questo periodo eccezionale per tutto l’agroalimentare è “compra italiano”, l’appello ancora più accorato per i prodotti ittici, è quello di comprare locale. Un gesto che può concretamente aiutare la filiera a risollevarsi e alle barche di tornare in mare, anche perché, è bene ricordarlo, le pescherie al minuto sono aperte offrendo varie specie di ottimo pesce fresco e stagionale.

La pesca è un settore strategico per l'economia del Veneto che conta 7mila addetti, ha ricordato l’asssessore Pan, quasi 700 imbarcazioni e circa 4mila imprese attive nella filiera ittica veneta per un valore alla produzione di circa 200 milioni di euro.

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