29/05/2020

CORONAVIRUS IN POLESINE

Sono 18 i nuovi casi in Polesine

Tra questi, nuovi contagiati in ospedale a Rovigo e alla casa di riposo di Fratta Polesine

compostella 2

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ROVIGO - "Sono 18 i nuovi casi di positività al Coronavirus confermati in Polesine nelle ultime ore. Non significa che le cose siano andate improvvisamente peggio rispetto ai giorni scorsi, dal momento che i risultati dei tamponi arrivano a ondate successive, a volte più, a volte meno". Lo ha detto il direttore generale dell'Ulss 5 Polesana, Antonio Compostella, nell'illustrare il bollettino del contagio in Polesine riferito a lunedì 6 aprile. "Siamo sempre in una situazione di alta marea" ha proseguito.

I nuovi contagiati in ospedale a Rovigo e alla casa di riposo di Fratta Polesine. Abbiamo una donna del 1962 dell'Altopolesine, operatrice sociosanitaria della casa di riposo Sacra Famiglia di Fratta Polesine, si trova in isolamento domiciliare; una donna del 1971 dell'Altopolesine, sempre operatrice sociosanitaria della Sacra famiglia, si trovava già in isolamento, ha cominciato ad avere sintomi, resta in isolamento domiciliare "La mossa vincente - spiega Compostella - è stata mettere in sicurezza gli operatori". Abbiamo poi un gruppo di infermieri dell'Ulss 5: un signore del 1958 dell'Altopolesine, dell'area chirurgica dell'ospedale di Rovigo, in isolamento; una donna del 1980 del Mediopolesine, operatrice sociosanitaria dell'Area Chirurgica dell'ospedale di Rovigo, era in isolamento, rimane in isolamento; una donna del 1968, infermiera dell''ospedale di Rovigo in Area Chirurgica; una donna del 1968, di Rovigo, infermiera dell'Area Chirurgica, prosegue l'isolamento domiciliare. In tutto a ora, quindi, 13 gli operatori Ulss positivi.

Gli altri contagiati in Polesine. Una signora del 1935 di Rovigo, per la quale si sta cercando di capire come possa essere avvenuto il contagio, in isolamento; una donna del 1955 dell'Altopolesine, una signora del 1928 e un uomo del 1968, tutti dello stesso nucleo familiare dell'Altopolesine, si trovano tutti in isolamento; un uomo del 1967 del Mediopolesine, contagiato da un familiare, si trova in isolamento; una donna del 1985 dell'Altopolesine, educatrice in una struttura del Mantovano, dove potrebbe essere venuta in contatto col virus, in isolamento; una donna del 1957 di Rovigo, operatrice sanitaria in una struttura del Padovano, dove potrebbe essere venuta in contatto con dei casi positivi, in isolamento; una donna del 1947 dell'Altopolesine, venuta a contatto con un caso positivo in ambito familiare, rimane in isolamento; una donna del 1974 di Adria, per la quale è in corso la ricostruzione dei contatti, in isolamento domiciliare; una donna del 1934 dell'Altopolesine in isolamento domiciliare. 

"Questa casistica ci consente di dire che le misure di contenimento hanno funzionato - dice Compostella - le fonti di contagi sono state ridotte a poche, bene individuabili, a fronte della grande genericità della prima fase dell'emergenza. Abbiamo contagi familiari, case di riposo e ospedali". Altissima, da parte dell'Ulss 5, l'attenzione per quanto riguarda, in particolare, le case di riposo, così come per gli ospedali. In ospedale sono stati predisposti varchi all'entrata, con misurazione della temperatura. Allo stesso modo, sono stati individuati percorsi separati, per tutelare pazienti e utenza. Precauzioni simili sono state adottate, poi, per quanto riguarda le case di riposo.

La situazione delle case di riposo. E' il fronte più delicato sul quale si sta concentrando l'attenzione dell'Ulss 5. Si parla di centri per anziani non autosufficienti, centri per persone disabili psichici, centri per le dipendenze, strutture per anziani autosufficienti. Ci sono diverse fattispecie e una numerosità importante, dove predominano i centro per anziani non autosufficienti. "Sono situazioni ad alta fragilità - spiega il direttore Compostella - a seconda delle varie categorie, ognuna delle quali ha le proprie peculiarità e difficoltà nella gestione". Il focus, di conseguenza, è stato immediatamente molto alto, con la grandissima collaborazione delle case di riposo, che hanno subito adottato cautele, anche sul fronte delle restrizioni. "In una prima fase - dice Compostella - C'è stata difficoltà nel reperimento dei dispositivi di protezione individuali, oggi, invece, per fortuna garantiti a tutti".

Un uomo del 1950, ospite degli istituti Polesani, disabile, è risultato positivo al coronavirus. "Stiamo parlando di una struttura importante - ha detto il direttore generale dell'Ulss 5 Ancontio Compostella, nel consueto appuntamento con la stampa per il bollettino - e di una persona disabile, con tutte le problematiche che questo comporta".

 

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