22/09/2020

SCUOLA

"Fare lezione online significa ripensare il rapporto con lo studente"

Mentre la Regione ha approvato un bando straordinario per la promozione della didattica a distanza nei centri di formazione professionale, il preside dell'istituto Levi, Piero Bassani, racconta di come allievi e insegnanti si sono adattati al cambiamento

"Con le lezioni online bisogna saper recuperare la componente di socialità"

BADIA POLESINE - Piero Bassani classe 1952, lendinarese doc (2 mandati come sindaco nel paese natale), sindacalista Snals a livello nazionale, ha insegnato molti anni italiano e storia al badiese Iis Einaudi per poi intraprendere la carriera dirigenziale, arrivando al 14° anno di servizio. Ora ci dice che l'autorità scolastica "mi ha già formalizzato che andrò in pensione il prossimo 1° settembre".

Il primo anno da preside lo fece a Rovigo all'allora Ipc per poi passare al badiese Balzan, fusosi poi con l'Einaudi per dare vita all'attuale Levi: oltre 1000 allievi, 130 docenti, 9 indirizzi, di cui 6 tecnici e 3 liceali, un istituto fra i più grandi in Polesine e all'avanguardia in vari campi. Inoltre è reggente del comprensivo di Trecenta (infanzia, elementari, medie per Trecenta, Bagnolo, Baruchella: 370 bambini e 60 maestri e prof.)

"A pochi mesi dal pensionamento - osserva il Ds lendinarese - mi è toccata l'emergenza virus ma, seguendo le direttive ministeriali, tramite la collaborazione del collegio docenti e delle famiglie il 2 aprile possiamo dire che la nostra scuola da remoto e online ha reagito bene, pur essendo un punto di riferimento territoriale periferico, quando non tutte le famiglie hanno idonei strumenti informatici, tenendo presente che non tutto il personale era preventivamente addestrato. Possiamo dire che la pandemìa ci ha obbligato ad aggiornarci tutti velocemente, sperimentando un modo nuovo di didattica a distanza, trionfando comunque sempre il buon senso. Lo stesso discorso vale per l'Ic trecentano".

"Nel mio comunicato dello scorso 25 marzo al collegio docenti del Levi - continua il dirigente scolastico - ho invitato a ricostituire una componente di socialità, altrimenti negata con la chiusura dei nostri plessi, costituendo aspetto essenziale della vita formativa. La didattica a distanza prevede l'uso del registro elettronico, collegamenti diretti insegnante-studente,  lavoro diretto o indiretto, immediato o differito, trasmissione ragionata di materiali di studio, ciò attraverso videoconferenze, videolezioni, chat di gruppo, questo con successiva rielaborazione e discussione operata direttamente o indirettamente con il prof. Abbandonata del tutto la semplice assegnazione di compiti a casa, che vanno invece  motivati, spiegati, verificati da parte dell'insegnante; da evitare un sovraccarico di lavoro a domestico. Tutte le attività programmate online vanno riportate nel registro di classe e personale del docente. Apposite piattaforme danno accesso alla didattica remota. Da ultimo si ricorda che, pur essendo virtuale la lezione, tutti devono comportarsi come se fossero in un'aula vera".

"Nella mia circolare sempre del 25/3 u.s., rivolta agli studenti e alle famiglie, ho fissato per i ragazzi alcuni criteri operativi: uso di tablet, smartphone, pc;  abilitare microfoni e videocamere; stare in ambienti adatti allo studio; usare, se possibile, un microfono e una cuffia esterna onde migliorare la qualità audio. La partecipazione alla lezione remota è obbligatoria e ci si comporta come si fosse in un'aura vera...  Nel rispetto della privacy è assolutamente vietato diffondere foto e videoregistrazioni delle persone coinvolte nella lezione virtuale". 

Lezioni virtuali che la Regione vuole rendere accessibili anche nei centri di formazione professionale, scuole frequentate in Veneto da quasi 20 mila allievi.

La Regione Veneto vara un piano di finanziamenti per sostenere da subito la riconversione dell’attività didattica a distanza nei centri di formazione professionale, scuole frequentate in Veneto da quasi 20 mila allievi. Su proposta dell’assessore alla scuola Elena Donazzan, la giunta ha approvato un bando straordinario per promuovere progetti degli enti e dei centri di formazione professionale che favoriscano l’adozione di metodologie di teledidattica, la formazione di competenze negli insegnanti, l’adozione di piattaforme online, la forniture di strumenti agli allievi.

“Fare formazione a distanza nelle scuole professionali, dove la pratica prevale sulla teoria e buona parte dell’insegnamento avviene nei laboratori, su materie e con materiali tecnici, non è certo facile – premette l’assessore Donazzan – Servono metodologie, programmi e dotazioni digitali più complesse, nonchè di una buona dose di fantasia. Ma teledidattica e e-learning sono sempre più indispensabili, anche quando sarà superata questa emergenza pandemica, per garantire la continuità didattica ed evitare il rischio di abbandono scolastico, in particolare da parte di ragazzi che spesso sono i meno provvisti di mezzi e i più fragili”.

Al bando possono concorrere le scuole di formazione professionale accreditate che coprono l’obbligo scolastico (vale a dire il triennio post scola media). Hanno tempo sino al 10 aprile per presentare un progetto di avvio o implementazione della didattica digitale che abbia una dimensione economica di almeno 4200 euro. Sono ammessi anche i progetti già avviati, con spese sostenute a partire da inizio febbraio.

In particolare i contributi regionali saranno destinati a: 1) sostenere il rafforzamento delle competenze digitali del personale docente e amministrativo della scuola nella formazione a distanza; 2) implementare la dotazione strumentale (hardware e software) con contributi fino a 5 mila euro per ogni scuola per l’acquisto/ammortamento/noleggio di device o l’implementazione di piattaforme; 3) aiutare gli studenti e le famiglie anche attraverso l’assegnazione, in comodato d’uso gratuito, della strumentazione indispensabile per la realizzazione di attività didattica digitale a distanza.

“Si tratta di un significativo piano di investimento regionale mirato per aggiornare le nostre scuole professionali – sottolinea l’assessore – e accompagnarle in una sfida non facile. In questi giorni ho partecipato ad esperienze di teledidattica di università, conservatori, scuole musicali, anche in qualche classe di scuola primaria: lezioni sfidanti, e non facili, come può essere ad esempio una lezione di violino online (come quella del professore Matteo Del Negro dell’istituto comprensivo di San Zenone degli Ezzelini, indirizzo musicale, al quale ho personalmente partecipato). Ancora più complesso è realizzare moduli formativi a distanza per tornitori, cuochi, meccanici, elettricisti, operatori turistici… ma proprio perchè conosco bene le nostre scuole di formazione professionale e loro docenti e tecnici, costantemente verificati e monitorati dalla Regione, sono certa che sapranno cogliere questa opportunità con slancio e fantasia progettuale, in modo che nessun corso vada perduto e nessun allievo rimanga indietro”.

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