02/04/2020

IL PARADOSSO

Case di riposo alla disperata ricerca di personale, a Papozze licenziano 4 operatori

La denuncia dei sindacati

Casa di riposo, stop alle visite dei famigliari. Solo videochiamate

PAPOZZE - "Non poteva scegliere un momento peggiore il direttore direttore Mauro Badiale per comunicare ai sindacati l'intenzione di riorganizzare la storica casa di riposo di Papozze in provincia di Rovigo preannunciando tagli al personale legati alle evoluzioni della gara di appalto da poco conclusasi con l'assegnazione del servizio al Cooperativa Veneto Servizi di Camposampiero (Pd)" scrivono Davide Benazzo, Franco Maisto e Cristiano Pavarin per FP CGILCISL FP UIL.

"Molto chiara la lettera con la quale viene evidenziato che a fronte della “Fornitura di beni e servizi, il servizio di assistenza feriale e festivo diurno e notturno per 60 ospiti non autosufficienti ed il parallelo servizio di assistenza notturna per altri 24 residenti non auto e 10 autosufficienti”, a carico del personale della cooperativa, risultano in più per le restanti competenze circa 4,6 unità a tempo indeterminato dell'Ente che ha fatto regolare concorso e che lavora da anni".

"Appena giunta la comunicazione ai sindacati e di conseguenza ai lavoratori si è creata subito una situazione di enorme disagio e di forte insicurezza che avrà fatto molto parlare e che di sicuro non depone in un periodo come questo".

Non si può certo di dire che non abbia avuto un effetto dirompente questa notizia in tutta l'area del Polesine – afferma Cristiano Pavarin segretario generale della UIL FPL di Rovigo che continua – il rispetto per i lavoratori prima di tutto, notizie come questa non sono affatto semplici da affrontare ma ora più che mai il sindacato dimostrerà la propria determinazione. Gli operatori socio sanitari stanno dimostrando che sono al fianco degli ospiti e non si tirano indietro su nulla. Diciamo no agli esuberi in ogni maniera”.

Molto il disappunto delle rappresentanze sindacali interne che poco più di un mese fa si erano ritrovate in una assemblea tutti insieme per chiedere al Direttore Badiale maggiori tempi per il servizio e soprattutto di mantenere alta la qualità che da sempre contraddistingue la Pia Opera.

“Ora siamo e più che mai siamo al fianco dei lavoratori di Papozze e di tutte le case di riposo del Polesine – sottolinea Davide Benazzo segretario generale della FP CGIL di Rovigo – non sarà cosa facile ma ci batteremo al tavolo perchè il ridimensionamento del settore pubblico e dei suoi servizi non avvenga. E' già partita una diffida per bloccare questa volontà di creare una privatizzazione dell'Ente che purtroppo è già partita. Tutto avviene in sordina come se fosse di poco conto, qui invece emerge la volontà di risparmiare o di non dare il giusto valore al servizio. Diciamo non solo no ma queste vie di uscita non devono essere seguite”.

La cosa che più ha stupito le parti sindacali è legata al momento storico, forte tensione sociale per via delle misure di contenimento del virus, alte incidenze di malattie con conseguenti difficoltà a trovare oss e infermieri.

“La cosa più nitida è che ancora una volta la parte sindacale deve fare blocco comune per garantire dignità e rispetto ai lavoratori – pone in risalto Franco Maisto della segretaria CISL FP – qualsiasi decisione deve essere portata ai lavori ufficiali, chiaramente con slittamento a fine emergenza – non si spostano i lavoratori se non avendo prima discusso di tutte le possibili alternative. Ogni giorno gli operatori socio sanitari sono al fianco di migliaia di anziani e disabili e non si risparmiano anzi rappresentano l'unica famiglia in questo periodo”.

Secondo la lettera di Badiale gli esuberi potrebbero essere ricollocati in cooperativa.

Per CGIL, CISL e UIL un unico obiettivo: fermare questa avanzata privatistica che sta portando solo riduzione nei servizi e a spremere i lavoratori.

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