14/07/2020

CORONAVIRUS IN POLESINE

Fabbrica a Castelmassa, si teme un "focolaio"

Alla Cargill arriva il secondo caso positivo. Ora i sindacati chiedono tamponi per tutti i lavoratori e la chiusura

Alla Cargill torna l’incubo tagli

CASTELMASSA - Ancora un caso di positività alla Cargill. E adesso i sindacati chiedono a gran voce di sottoporre tutti i lavoratori al tampone per accertare le loro condizioni di salute e chiedono al prefetto di valutare la possibile chiusura per due settimane delle attività non essenziali.

Nel giro di pochi giorni il contagio del coronavirus si riaffaccia alla fabbrica di Castelmassa. E dopo la positività riscontrata in una donna del laboratorio analisi dello stabilimento che occupa oltre 300 dipendenti (molti però in questa fase lavorano da casa), ieri è giunta la conferma di un secondo caso di lavoratore contagiato. Il Covid ha colpito sempre nel medesimo reparto, il laboratorio, chiuso qualche giorno fa dopo il primo episodio di Covid 19.

Il secondo contagio, però ha fatto schizzare in alto il tasso di preoccupazione fra gli altri dipendenti Cargill, questo perché anche se il laboratorio analisi è separato dal resto dei reparti, è altrettanto vero che poi i lavoratori, o parte di loro, si ritrovavano assieme nella medesima mensa. Inoltre al laboratorio c’erano comunque addetti che portavano i campioni da analizzare. I rapporti e i contatti fra i colleghi dell’azienda erano dunque ripetuti e molteplici. Ecco perché lavoratori e sindacati, anche se con varie posizioni, si chiedono se non sia il caso di accertare con precisione le condizioni di tutti i dipendenti, posizione sostenuta anche dall’azienda, sottoponendoli a tampone. Cosa che in parte è già stata fatta. Altri ancora si chiedono se non sia il caso di fermare la produzione prima di avere la certezza che non ci siano altre persone contagiate all’opera nello stabilimento.

La Uiltec ieri pomeriggio è scesa in campo chiedendo un incontro in prefettura e lo stop alle attività non essenziali della Cargill. Il responsabile provinciale Uiltec, Enrico Crescenzio ha precisato: “Alla luce dei casi di Covid 19, già rilevati presso lo stabilimento della Cargill di Castelmassa, sono a richiedere alle massime autorità del territorio un intervento finalizzato ad eseguire subito i tamponi a tutti quei lavoratori nelle aziende in cui si sono manifestate criticità a partire dalla Cargill, non è accettabile che passino giorni e giorni perché un lavoratore ‘sospetto’ venga sottoposto a tampone come è successo in Cargill. In questa azienda nonostante si siano posti in essere positivamente tutti gli strumenti necessari per affrontare l’emergenza coronavirus, andrebbero sospese prudenzialmente immediatamente tutte le attività per almeno per 15 giorni, fatto salvo quelle ritenute indispensabili dal decreto relativo alle aziende alimentari. Si chiede un’urgente incontro in sede prefettizia”.

Femca Cisl, con Enrico Rigolin e Filctem Cgil, con Federica Franceschi, sottolineano che “chiediamo alle massime autorità del territorio un intervento finalizzato ad eseguire fin da subito i tamponi a tutti quei lavoratori nelle aziende in cui si sono manifestate criticità a partire dalla Cargill. Quanto accaduto in questa azienda evidenzia che non possa essere ritenuto accettabile lo spazio temporale che intercorre tra la presa in carico di un caso ritenuto sospetto e il momento in cui viene sottoposto a tampone”. Poi la differenziazione: “In aziende in cui si verificano casi analoghi e nonostante si siano posti in essere positivamente tutti gli strumenti necessari per affrontare l’emergenza e si sia adempiuto ai protocolli ministeriali e sanitari, andrebbero sospese cautelativamente e immediatamente tutte le attività almeno per 15 giorni, fatto salvo quelle ritenute indispensabili”. Quindi non una richiesta diretta di bloccare le attività non essenziali di Cargill.

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