22/10/2020

ROVIGO

Coronavirus, contagi fermi e spostamenti consentiti

In quarantena domiciliare 20 tra medici e infermieri del pronto soccorso di Adria. Il prefetto De Luca: "Per lavoro e salute ci si può muovere"

Coronavirus, contagi fermi e spostamenti consentiti

ROVIGO - Incontro congiunto tra Prefettura e Ulss 5 Polesana in Cittadella a Rovigo. Il consueto bollettino quotidiano di aggiornamento della situazione relativa ai contagi da Coronavirus da parte dell'azienda sanitaria è stato affiancato dalla spiegazione del decreto del presidente del consiglio anti-coronavirus da parte del prefetto Maddalena De Luca.

"I contagi sono fermi a 7, l'ultimo caso è una donna di 70 anni di Adria - ribadisce il direttore generale Antonio Compostella - uno dei positivi ricoverati è peggiorato ed è stato spostato in terapia intensiva, ma le sue condizioni sono stabili. Ribadisco che non c'è alcun focolaio in Polesine né ad Adria: non ci sono i numeri e le condizioni. La signora risultata positiva ieri era passata al pronto soccorso di Adria poiché aveva sintomi gastrointestinali. Per questo tutte le persone del pronto soccorso, una ventina circa, che sono state a contatto con lei sono state poste in isolamento domiciliare precauzionale. Oggi eseguiremo il tampone, domani sapremo l'esito. E visto che altrettanti sono nella stessa situazione a Rovigo, arriveranno da mercoledì 11 infermieri e altrettanti la prossima settimana". "Voglio rassicurare che il pronto soccorso di Adria rimane attivo e operativo, con servizi di 118, urgenza ed emergenza: ci sarà la collaborazione dei medici e degli infermieri dal reparto di chirurgia. Siamo nella fase di maggior tensione e di picco del virus, questi sono i giorni dove l'allerta deve essere massima da parte di tutti".

Da parte sua il prefetto De Luca ha spiegato le interpretazioni del decreto anti-coronavirus. "E arrivata una circolare del ministro per chiarire alcuni punti - le parole del prefetto - ai sindaci fornirò anche un quadro sinottico per le misure del decreto, qualsiasi sia la perplessità esso sarà uno strumento di consultazione valido. Per quanto riguarda le ricadute sul nostro territorio rispetto alle restrizioni più stringenti delle province di Padova, Venezia e Treviso, bisogna evitare inutili spostamenti: è un imperativo per tutti noi. Comporta sacrifici e senso di responsabilità e significa ridurre al massimo quelli che non sono necessari. Da questa previsione sono escluse le attività lavorative: le persone che da Rovigo lavorano a Padova, Treviso o Venezia, possono recarsi al posto di lavoro. La precauzione è che lo spostamento deve essere ridotto a raggiungere il posto di lavoro: si parte, si arriva e si ritorna a casa. Questo vale da e per le zone con le misure più stringenti. Per chi da quelle tre province deve venire in Polesine, è la stessa cosa. Lo stesso dicasi per le merci: libera circolazione, in questo caso possono essere effettuati spostamenti in tutto il territorio nazionale per effettuare le consegne. Inoltre sono consentiti gli spostamenti per visite mediche o cure, e pure per la visita a parenti residenti in altra provincia che abbiano bisogno di assistenza".

"Le persone che vengono fermate devono attestare in un modulo di autocertificazione (scarica il modulo) il motivo del loro spostamento - prosegue il prefetto - chi va al lavoro deve dire dove lavora, chi da un familiare o a fare delle cure, lo stesso. Va da sé che la violazione è sanzionabile ai sensi dell'articolo 650 del codice penale. Le autocertificazioni verranno controllate anche in un periodo successivo e per questo ciascuno deve sviluppare un grandissimo senso di responsabilità: solo osservando in modo scrupoloso e responsabile le prescrizioni possiamo contenere il contagio".

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

Notizie più lette