19/01/2021

ADRIA

Truffa, botte e rapina a un 80enne: condannati

David Duric, 23 anni di Adria e Valentino Radosavljevic, 26 anni di Torino, sono stati condannati a sette anni e sei mesi di reclusione

Truffa, botte e rapina a un 80enne: condannati

ADRIA - Condannati per aver truffato, picchiato e rapinato un 80enne travestiti da vigile e idraulico. L'episodio risale all'1 settembre 2018, i due imputati, David Duric, 23 anni di Adria e Valentino Radosavljevic, 26 anni di Torino, sono stati condannati a sette anni e sei mesi di reclusione. E un 40enne di Adria, Graziano Innocenti, insieme ad Elena Otilia Melinte, sono stati indagati per falsa testimonianza.

I due ventenni erano stati rintracciati dai carabinieri di Monselice dopo una lunga indagine coordinata dalla procura della Repubblica di Padova. Quell'1 settembre 2018, all'ora di pranzo, l'80enne rientrava nella sua abitazione di via San Filippo Neri. Parcheggiava l'auto e veniva avvicinato da due giovani sulla ventina. All'apparenza un vigile urbano e un idraulico, con tanto di divisa e strumenti da lavoro. Spiegavano di dover controllare il suo contatore dell'acqua. Dopo le verifiche sull'apparecchio esterno, arrivava la richiesta di entrare in casa per verificare la qualità dell'acqua che usciva dal rubinetto.

I due, dopo aver nebulizzato una sostanza irritante in bagno, iniziavano a dire che l'acqua fosse contaminata da mercurio e dovevano bonificare la casa. Una tecnica ormai collaudata, che terrorizzava le vittime gettandole nel panico. Poi la richiesta esplicita di mettere soldi e gioielli in una busta sigillata per non perderli o rovinarli. Dopo averli presi dalla cassaforte, l'anziano si era insospettito, chiamando i Carabinieri. A quel punto i due gli avevano strappato la busta dalle mani colpendolo con un pugno, gettandolo per terra per poi scappare.

Dopo aver raccontato l'episodio ai Carabinieri, e grazie alle testimonianze dei vicini di casa che avevano visto scappare i due uomini travestiti, i sospetti si erano concentrati sui due ventenni, vecchie conoscenze delle forze dell'ordine. Di origini croate ma nati in Italia, con una lunga lista di precedenti per furto, erano conosciuti alle forze dell'ordine a cui in passato avevano fornito moltissimi nomi falsi. Identificati, il giudice per le udienze preliminari aveva disposto per loro la carcerazione. E furono trovati proprio ad Adria, in un camper parcheggiato vicino a un supermercato. Finiti in carcere a Padova e Rovigo, sono stati condannati, nonostante avessero provato ad esibire come alibi uno scontrino fiscale datato 1 settembre 2018 di Torino, palesemente contraffatto. Come la testimonianza di Innocenti e Melinte, indagati per falsa testimonianza.

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