21/09/2020

ROSOLINA

Lacrime e commozione, addio Massimo Ferro

Toccante lettera del figlio al padre, chiesa di Rosolina gremita per l'ultimo saluto al compianto dirigente sportivo

ROSOLINA - Una folla immensa oggi pomeriggio, giovedì 20 febbraio, a Rosolina per l’ultimo saluto a Massimo Ferro, l’uomo di 55 anni improvvisamente deceduto domenica sera. Lascia la compagna Tamara e i figli Lorenzo di 17 anni e Gianmarco di 10. La chiesa di Rosolina era completamente gremita, molti hanno seguito la cerimonia in piedi e tanti altri sono rimasti fuori.

Parole toccanti da parte del parroco don Lino Mazzocco che ha ricordato il tratto umano di Massimo che “ha saputo vivere la sua vita come il proprio nome sempre al massimo, profondendo grande amore per la famiglia  e grande impegno sociale sia nello sport, in particolare nel calcio giovanile, sia in attività di volontariato per il paese”. Per poi aggiungere: “Quello che ha fatto è un esempio e un patrimonio per tutta la comunità e in particolare per le future generazioni”. Ha concelebrato anche don Achille De Benetti parroco a Rosolina negli anni in cui Massimo da ragazzo e diventato uomo. Presenti al rito delle esequie tutti i suoi ragazzi rossoblu, i piccoli calciatori del Rosolina calcio con allenatori e dirigenti di cui Ferro era il presidente, tutto il mondo sportivo bassopolesano e tante autorità.

Al termine alcuni compagni di scuola di Gianmarco della quinta primaria hanno letto alcuni messaggi per invitarlo a “non mollare, saremo al tuo fianco per aiutarti a superare questo brutto momento”. Il momento più toccante è stato quando è andata al microfono Gaia che ha letto la lettera di Lorenzo al padre che non c’è più, concludendo con queste parole: “Papà ora ti devo lasciare, già mi manchi tantissimo, sappi che nonostante non te l’abbia mai detto, ti voglio il bene dell’anima, cercherò di renderti felice e di onorarti: non avrai vinto la tua partita, ma ci hai insegnato come vincere la nostra”. E’ seguito un applauso in un silenzio surreale e commovente. E per Massimo è iniziato l’ultimo viaggio verso il cimitero del paese nella bara coperte di rose rosse, con la sciarpa rossoblu, la maglietta numero 10, le sue scarpette con i tacchetti e quel pallone che nessuno più calcerà.

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