23/01/2021

CASTELMASSA

Le tute per proteggere chi combatte il Coronavirus vengono dal Polesine

Si tratta di dispositivi altamente tecnologici nati a Castelmassa, che saranno esportati in Cina. Corazzari visita l'azienda Responder "eccellenza polesana"

Le tute anti Coronavirus made in Polesine

I vertici di Responder e il titolare Nik Keel, con Cristiano Corazzari

CASTELMASSA - E’ un’eccellenza polesana e tutta femminile in prima linea in piena emergenza Coronvirus quella che esprime Castelmassa e l’Alto Polesine con le sue donne “esperte, disponibili, veloci e capaci”. Sono queste le condizioni che hanno portato otto anni fa Nik Keel, un imprenditore svizzero a investire a Castelmassa, a rilevare un’azienda di abbigliamento ciclistico con 10 addette. Ne ha fatto un piccolo impero dei dispositivi di protezione individuale ad alta tecnologia, le tute che isolano dai rischi Ncbr (nucleare - biologico - chimico – radiologico).

L’altro pomeriggio l’azienda, la Responder srl, che ora conta 33 addette, tutte donne, altamente specializzate, ha accolto la visita dell’assessore regionale al Territorio Cristiano Corazzari. “Qui - ha raccontato entusiasta l’assessore - si producono tute anti-contaminazione chimica e batteriologica. Un’eccellenza del Polesine al servizio della nostra sicurezza e tutta al femminile dato che impiega circa trenta addette nelle varie fasi di progettazione e produzione”.

Ad accogliere Corazzari, il titolare dell’azienda, che ha una “madre” in Svizzera, la Tb Safety Ag. In questi giorni di emergenza Coronavirus un dealer bresciano è in trattative per produrre tute isolanti che andranno in Cina.

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