24/09/2020

ADRIA

Geopolitica, Medio Oriente e società civile

Un incontro nella Casa delle associazioni con Gasparetto, Acconcia e il soldato anti-Erdogan, Gelhat Drakon

Geopolitica, Medio Oriente e società civile

ADRIA - E' stato appassionante e partecipato il dibattito sul tema 'Medio Oriente e Libia: quale ruolo per la società civile?' che si è svolto alla Casa delle Associazioni di Via Dante. Un evento che si inserisce nell’ambito delle azioni promosse dall'amministrazione comunale a favore dei diritti umani, della pace e della solidarietà tra i popoli. Un’iniziativa che fa seguito all'adesione alla campagna di Amnesty International "Verità per Giulio Regeni" che ha registrato la proiezione, il 3 maggio 2019, del docu-film  “Il nostro uomo al Cairo” con l'intervento di Giulia Anderson, ricercatrice in relazioni internazionali comparate con focus sul Medio Oriente, responsabile territoriale per i progetti Onu con United network Europa.

Relatori della serata di mercoledì scorso, Alberto Gasparetto e il Giuseppe Acconcia. Il primo docente all’Università di Padova e cultore di Scienza Politica al Dipartimento di Scienze politiche, giuridiche e studi internazionali dell'Università Patavina. Acconcia, giornalista ricercatore specializzato in Medio Oriente, lavora per istituti di ricerca e testate inglesi, egiziani e italiani (tra cui Al Ahram, The Independent, Il Manifesto). A moderare l’incontro Maurizio Romanato, giornalista professionista, attivo nell’Associazione Polesana della stampa. “Parlando con i nostri relatori in un momento convivale avvenuto prima dell’incontro pubblico - afferma l’assessore alla Comunicazione Andrea Micheletti - ho avuto modo di confrontarmi con loro sull’importanza di mantenere alta l’attenzione rispetto a temi quali la partecipazione civile e l’impegno politico. Soprattutto - continua l’assessore - guardando con spirito critico a quei paesi dove oggi le libertà fondamentali e i diritti umani vengono violati, o sono comunque messi in discussione”.

Durante la serata, diversi gli interventi da parte del pubblico, tra cui il rodigino Marco Gelhat, nome di battaglia Gelhat Drakon. Marco ha militato nella fila dell'Ypg ed è da poco rientrato a Rovigo dopo essersi opposto a Erdogan e ai suoi tagliagole ad Afrin in Siria con le milizie internazionali. Toccante e profonda la testimonianza  di Shahnaz Jahangiriche ha provato l’inferno della prigione al tempo di Khomeini insieme al marito Farhad Shoul, scomparso di recente e al quale è dedicata una mostra di quadri, attualmente esposti nel bar di proprietà della famiglia in piazza Cavour a Adria.

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