25/09/2020

PORTO VIRO

La città si stringe attorno a Mirco, il suo campione

Oggi l'ultimo saluto a Mirco Crepaldi, ex ciclista professionista e notissimo gestore di locali

PORTO VIRO - Forse l'ultimo vero, grande campione che il Polesine ha dato al ciclismo. Quello di livello internazionale, quello che si vede in tv, tra maglie rosa, maglie gialle, tour, vuelta e giri. Chi di ciclismo ne mastica, e ha fatto un bel po' di strada, per venire a dare il suo addio a Mirco Crepaldi, 47 anni, di Porto Viro, non ha dubbi: Mirco era una campione. Un gregario, certo, ma un campione, di quelli che nelle squadre blasonate servono come il pane. Ma, a dire addio al 47enne non c'erano solo sportivi ed esperti del ciclismo, ma anche tantissime persone semplici, che lo conoscevano, più che per i suoi trascorsi in sella, per la sua quotidianità di gestore di locali in città, quotidianità dalla quale, comunque, trasparivano doti umane speciali, uniche.

Mirco è morto nella serata di domenica. Lo ha trovato senza vita la mamma, nella sua casa, a due passi dal centro di Donada. Era nato l’11 giugno 1972, era molto conosciuto a Porto Viro, non solo come ciclista, ma per avere gestito due bar, i “Buss” bar. Uno nella zona della “canaletta”, e uno in corso Giuseppe Mazzini.

Il suo curriculm sportivo non lascia spazio all'immaginazione e restituisce, immediata, la figura di un vero campione. Si era subito messo in evidenza nelle categorie giovanili, era stato professionista dal 1995 al 2001 ed aveva difeso i colori della Polti fino al 2000 e l'anno successivo era passato alla De Nardi Pasta Montegrappa. E’ stato tra i protagonisti di quattro Tour de France (1997, 1998, 1999 e 2000), di due Vuelta (1995 e 1998) e di un Giro d'Italia (1997). Per lui, che era uomo squadra, da sottolineare anche il terzo posto conquistato in Germania nel 1998 in occasione della prima tappa della Ronde van Beiren. Il padre, Dennis, è morto due anni fa, Mirco aveva una sorella e un fratello, Manuel. 

Tanti ricordi, tra le numerosissime persone che sono venute a dargli l'ultimo saluto. Tra questi, quello degli sportivi amatoriali, che ricordano Mirco, anni fa, in sella, che si allenava per le strade del suo Delta, con addosso una di quelle maglie che di solito si vedono in tv. Ma che non si insuperbiva mai, non disdegnava mai un sorriso, due chiacchiere, durante la fatica.

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