23/09/2020

Adria

Palestre digitali, convenzione a rischio

La deliberazione, firmata in extremis, potrebbe essere invalidata da un errore procedurale

Palestre digitali con spada di Damocle

ADRIA - Una corsa contro il tempo venerdì sera a Palazzo Tassoni per arrivare all’approvazione della convenzione per la gestione dell’innovation-lab “Urban digital center” e dei centri P3@ palestre digitali tra i comuni di Adria, Villadose e Rovigo, quest’ultimo nel ruolo di capofila. Entro le 23.59 il sindaco doveva far pervenire a Rovigo la firma del comune di Adria sulla convenzione, così dal capoluogo è arrivato un funzionario con tanto di computer collegato con la piattaforma digitale.

Era convinto di sbrigarsela in una mezz’oretta, invece la discussione iniziata poco dopo le 20 e proseguita per quasi un’ora e mezzo e soltanto alle 21.25 il sindaco ha potuto mettere la firma digitale sul documento. Ma non finisce qui. La convenzione, infatti, è passata all’unanimità ma in aula erano presenti solo 10 consiglieri della maggioranza civica, assente Michele Casellato, mentre i cinque della minoranza (Paolo Baruffaldi, Emanuela Beltrame, Lamberto Cavallari, Giorgia Furlanetto e Sandro Gino Spinello, assente Massimo Barbujani) hanno deciso di abbandonare.

In un primo momento avevano optato per l’astensione, poi visto che “avete voluto drammatizzare la situazione” parole di Spinello, hanno abbandonato l’aula. La minoranza ha rilevato che la documentazione era stata depositata soltanto nel giorno stesso, non consentendo ai consiglieri un’adeguata preparazione sull’argomento. Ma a far arrabbiare l’opposizione è stato l’irrigidimento della maggioranza civica quando dai banchi della minoranza è stato fatto notare che c’era una grave contraddizione tra la delibera è l’argomento posto all’ordine del giorno. Infatti nella comunicazione di convocazione si parla semplicemente di “convenzione per la gestione” senza neppure specificare se si tratta di una presa d’atto o se deve essere votata. Invece nella delibera si parla di adesione al bando regionale. A questo punto dalla minoranza è arrivata la richiesta di convocare i capigruppo per fare ordine sulla questione. La maggioranza non ha voluto saperne, e si è proceduto con il voto. Un atteggiamento che ha spinto i gruppi di opposizione a non partecipare al voto riservandosi di fare le dovute segnalazioni agli organi competenti con il rischio concreto che la deliberazione venga invalidata e così salterebbe la convenzione.

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