14/04/2021

IL PARERE

Dalla Regione solo elemosina per le case di riposo

Le parole del Comitato per l'art. 32

"Le famiglie sono costrette a pagare le rette. E sfumano i risparmi di una vita"

E’ di questi giorni la notizia che le case di riposo hanno ricevuto un contributo dalla Regione per affrontare le spese sostenute durante la prima fase dell’emergenza sanitaria dovuta al Covid.

Fin qui nulla di strano, anzi, in molti penseranno che sia una cosa buona e giusta contribuire economicamente ed aiutare queste strutture che tanto hanno fatto e continuano a fare per i nostri anziani in questo pessimo periodo.

La solita bella favola veneta, dove tutti sono contenti e soddisfatti e inneggiano alla munifica amministrazione regionale che tanto si preoccupa per gli anziani e per i lavoratori di questo settore.

In realtà, se si analizzano i dati relativi ai fondi assegnati ai vari centri servizi per anziani, ci rendiamo conto che le cifre sono esigue rispetto alle spese sostenute, che di questi soldi nulla va al personale e che la situazione non è certo migliorata ma anzi è in continua fase di peggioramento.

Solo chi vive da vicino la situazione, come oss, infermieri, familiari che nel tempo hanno continuamente denunciato le difficoltà, possono capire quanto questa elemosina sia un'elemosina e non un aiuto.

Perché il metodo attuato da anni, quello di rendere il sistema socio sanitario tendenzialmente privato, soprattutto nel settore dell'assistenza alla terza età, è una macchina che è sempre stata in moto, latente e silenziosa ma inesorabile.

Ormai le nostre case di riposo vivono in un equilibrio precario, sostenuto dalle spalle di quei lavoratori che devono rimediare col proprio impegno quotidiano, spesso misconosciuto, a egoismi e interessi politico-economici che si intersecano nella gestione di queste strutture.

Il bene e la serenità degli anziani sembra diventato oggetto secondario.

Si parla unicamente di sopravvivenza, di “tirare avanti” e sperare.

Ci si chiede come si possa festeggiare l’arrivo di questo esiguo contributo invece di essere parte attiva nel far rispettare il ruolo di questi centri, di presentare progetti, di difenderli.

Diventeremo tutti anziani e gli interessi politici o la tanto favoleggiata autonomia conteranno ben poco quando anche noi avremo necessità di cure.


Comitato per l'art. 32
Sanità e sociale
Polesine

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