01/12/2020

IL PARERE

"Rovigo non si può arrendere, non vogliamo il minorile in centro"

Le parole di Gianmario Scaramuzza, Consigliere Comunale Forum dei cittadini

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Il tribunale di Rovigo in via Verdi

Volevo fare alcune considerazioni in merito alla questione oggetto del Consiglio di oggi.
A mio avviso, allo stato attuale è inutile ragionare su quello che è stato fatto in passato e frugare fra le cose fatte bene e quelle sbagliate. Noi dobbiamo preoccuparci con maggiore determinazione di quello che succede oggi, di quello che abbiamo davanti, e in prospettiva pensare, al futuro. Una cosa è certa, i poteri nazionali, in questo caso il Ministero di Grazia e Giustizia, spesso incidono in maniera decisiva, e senza possibilità di confronto, sulle scelte locali. La domanda che mi pongo è: con quali criteri logistici, politici, sono state fatte determinate scelte da parte del Nazionale, non avendo nessuna conoscenza di quello che la comunità di Rovigo ha bisogno e la finalità a cui si vuole perseguire? Siamo nel campo dell'assurdo, che nel caso in esame oggi vuole imporre alla città scelte non condivise. La scelta è di merito della questione dell'Istituto penale minorile in centro città, cioè si vuole alloggiare una quindicina di detenuti minori in un luogo dove erano alloggiati circa trecento detenuti maggiorenni. I maggiorenni, fortunatamente, dopo pressanti richieste, sono stati spostati in un nuovo carcere moderno e adeguato a tale scopo appena fuori città. Il Ministero, però, ha pensato di riportare nel vecchio carcere, in città appunto, un altro tipo di detenuti, senza valutazione di ogni genere e senza ponderare la necessità dell'ampliamento dell'attuale Tribunale attiguo a quel carcere, che soffre da troppo tempo per la mancanza di spazi essenziali e adeguati alle nuove esigenze. La ristrutturazione del vecchio carcere è stata progettata dal Ministero e a nulla, ad oggi, sono valse le ragioni opposte di chi ci vive in questa città. Questa decisione dell'Istituto di pena minorile è quindi fatta d'imperio da parte del Nazionale, mentre le necessità del Tribunale sono lasciate ai politici locali che devono arrangiarsi per trovare gli spazi necessari in altro luogo che diverrà naturalmente poi proprietà del Ministero. Forse, con maggiore ponderatezza e logica, era meglio fare al contrario, cioè trovare altrove nuovi spazi per il carcere e lasciare al Tribunale la possibilità di ampliarsi in un unico sito senza spezzettarlo in luoghi diversi e scomodi per magistrati, avvocati e personale. Siamo alle solite Rovigo non può essere considerata la Cenerentola del Veneto, e utile solo per favorire scelte nazionali non condivise; dall'altra parte, lasciarla al suo destino senza nessun tipo di supporto sostanziale per costruire uno sviluppo sostenibile e un'innovazione per la città. Serve dare, invece, una speranza ai tanti giovani costretti da anni ad abbandonare la loro città per mancanza di lavoro e di prospettive. Mai, come in questo caso, maggioranza ed opposizione del Comune di Rovigo hanno la possibilità di alzare con forza la loro voce senza sbandamenti e distinguo, ma unitariamente per il bene comune di tutta la città. Noi , non dobbiamo chinare il capo in segno di resa, non serve a questo punto, in questa sede, elencare possibilità alternative come quelle che sono state dette con piani A, B e C per il Tribunale, ma dobbiamo restare sul punto in esame per affermare all'unisono “noi non vogliamo il carcere minorile in centro città e siamo per il sì all'ampliamento del Tribunale nell'ex carcere”. In seguito, le altre opzioni ci ragioneremo sopra.

Consigliere Comunale Forum dei cittadini
Gianmario Scaramuzza

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