02/12/2020

ARTICOLO UNO

Avviata in Francia l'amministrazione controllata, a rischio in Italia 600 posti di lavoro

I sindacati: stato di agitazione. Interrogazione di LeU ai ministri del Lavoro e dello Sviluppo economico

Avviata in Francia l'amministrazione controllata, a rischio in Italia 600 posti di lavoro

Tutelare le lavoratrici e i lavoratori “invisibili” del gruppo francese di abbigliamento per bambini, Kidiliz. Invisibili perché, nel silenzio generale, in Francia lo scorso settembre il gruppo è stato inserito nella procedura di amministrazione controllata, e non si sa cosa ne sarà dei 150 punti vendita e dei 600 lavoratori in Italia. L'azienda è proprietaria tra gli altri del marchio “Z” che ha un punto vendita al Centro commerciale “La Fattoria” di Rovigo. Sette sono i punti vendita in Veneto. Sandro Quadrelli ed Elena Paolizzi, segretari provinciali di Articolo 1 in Polesine, spiegano che appunto la procedura di redressement judiciaire in Francia “è emersa grazie a un lavoro di rete con le lavoratrici e i sindacati locali: questo ha permesso di portare alla luce la vicenda, altrimenti tutto si sarebbe svolto nel silenzio generale, e nei giorni scorsi siamo riusciti a presentare un'interrogazione parlamentare con il nostro capogruppo alla Camera. Il nostro obiettivo ora è di fare in modo che il ministro dello Sviluppo economico si metta in contatto con la proprietà del gruppo e parallelamente bisogna attivare tutte le misure possibili per salvaguardare i posti di lavoro”. L'interrogazione presentata da Federico Fornaro ai ministri del Lavoro e dello Sviluppo economico chiede di “avviare in tempi rapidi un tavolo di crisi per affrontare la vicenda della filiale italiana di Kidiliz con i rappresentanti dei sindacati, i rappresentanti dell'azienda e le istituzioni locali interessate”. La gestione della procedura fallimentare tutta svolta in Francia, scrive Fornaro, alimenta incertezze sulle ricadute in Italia: il rischio “è di far sparire dal mercato italiano un marchio importante e di lasciare a casa centinaia di lavoratrici e lavoratori, in un momento già drammatico per il commercio e la nostra economia tutta”. Il 15 ottobre si è conclusa “la raccolta delle offerte di acquisto prevista dalla procedura francese, ma non c'è alcuna garanzia che ci possano essere investitori interessati al ramo italiano del gruppo, anche perché non è stata data adeguata comunicazione di tale bando in Italia, né tanto meno sono stati coinvolti i livelli istituzionali del nostro Paese”. I sindacati hanno indetto uno stato di agitazione nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori del gruppo per portare la vicenda all'attenzione delle istituzioni, a tutti i livelli, perché si attivino tempestivamente prima che la procedura in corso in Francia si traduca in licenziamenti collettivi.

Articolo Uno Polesine

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