22/10/2020

IL PARERE

Piano degli interventi, sviluppo e qualità urbana

Lo spiega il Partito Socialista Italia sezione polesana

Piano degli interventi, sviluppo e qualità urbana

La maggioranza, a poco più di un anno dal suo insediamento, sta governando la città in modo efficace; sono state risolte con successo vertenze importanti ereditate e addirittura trasformate in risorsa una serie di incognite che avrebbero irrimediabilmente deteriorato le casse comunali, ma prima di tutto è stata affrontata in modo determinate l’emergenza covid19, con un’attenzione particolare al disagio sociale ed economico. Ora è venuto il tempo della ripartenza, delle decisioni e della elaborazione di un disegno definitivo di città e del suo futuro di “capoluogo”.
Da sempre sosteniamo che la scelta di una città in cui abitare è legata agli affetti, al lavoro, ai servizi, alle opportunità culturali, alla mancanza di criminalità, alle infrastrutture, alla presenza di spazi di aggregazioni e di iniziative per i giovani, all'assistenza domiciliare agli anziani e ai malati, alla pulizia delle strade, alla potabilità dell'acqua, ai costi dei servizi. Non stupisca quindi che tale scelta, assolutamente condivisibile, appaia nel programma di governo dell’attuale maggioranza, ma sia anche il principio cardine su cui si basa il nostro Piano di Assetto del Territorio di Rovigo, approvato nel lontano 2012 e ormai bisognoso di un’attenta e rigorosa revisione. Ma mentre il PAT fissa gli obiettivi e le condizioni di sostenibilità degli interventi e delle trasformazioni ammissibili, il Piano degli Interventi ne concretizza le previsioni attuandosi attraverso interventi diretti o per mezzo di piani urbanistici attuativi. Da ciò ne deriva che il Piano degli Interventi diventa non solo lo strumento con il quale governare lo sviluppo o il consolidamento multi funzionale di una città, ma è di fatto l’atto concreto con il quale il Sindaco e la sua maggioranza annunciano quale sarà la loro immagine futura. Ricordiamo che il Piano degli Interventi, di cui da otto anni si attende la definizione, da normativa si basa su un forte principio di sussidiarietà, dove il coinvolgimento e la valorizzazione delle competenze, anche di semplici cittadini, ne sono l’elemento cardine. Non può quindi essere un “atto monocratico” anche se elaborato da una maggioranza qualificata ma si arricchisce solo se viene realmente e largamente condiviso.

PARTITO SOCIALISTA ITALIANO - Federazione Polesana

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