30/11/2020

TRECENTA

La proposta di Guglielmo Brusco

"San Luca capitale dello screening contro il virus"

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Il San Luca di Trecenta

"L’Ospedale Covid del Polesine, a nostro parere doveva essere sistemato nella clinica privata di Porto Viro. Non si doveva lasciare la popolazione altopolesana, per un lungo periodo, senza gran parte dei 'normali' servizi del San Luca di Trecenta". Lo dice Guglielmo Brusco, esponente di Rifondazione comunista, trecentano, sempre molto attento alle problematiche sociosanitarie.      

"Comunque seppur a malincuore gli altopolesani (compresi gli operatori del nosocomio trecentano) hanno sopportato i sacrifici richiesti, ma almeno si aspettano maggior attenzione per il futuro del proprio ospedale. Proprio in questi ultimi giorni poi, a causa dell’aumento del numero dei contagi,  la direzione dell’Ulss 5 Polesana, ha deciso di riaprire l’Ospedale Covid di Trecenta. Pobabilmente stiamo andando incontro ad un altro periodo difficile per la nostra popolazione e per l’organizzazione sanitaria. In previsione di questa possibile (speriamo di no) nuova impegnativa prova, cerchiamo almeno di arrivarci nel migliore (o meno peggiore) dei modi".                  

"Facciamo i migliori auguri al direttore generale dell'Ulss 5 Antonio Compostella e a tutto il personale dell’Ulss 5, ma, solo per il discorso Covid in questo caso, ci permettiamo di chiedere serie riflessioni e di dare un piccolo consiglio:  Perché non portiamo al San Luca di Trecenta l’organizzazione anche dello Screening Covid provinciale?  L’Ospedale altopolesano già sede dal 2017 dell’apprezzato  Screening Oncologico Provinciale (a seguito dell’unificazione delle ex ULSS 18 e 19),  perché non dovrebbe avere il Coordinamento Covid, visto che è ospedale individuato per quella eventuale emergenza?".

"Avere in Alto Polesine una sede unica per le diverse attività di monitoraggio, approfondimento, informazione, sensibilizzazione  (per favorire l’adesione alle indagini), di una popolazione che deve trovare la soluzione dei propri eventuali problemi di salute il prima possibile, crediamo sia un ragionevole e  giusto atto di buona amministrazione che Compostella crediamo prenderà seriamente in considerazione. Come spero che il Direttore Generale dell’Ulss 5, se la notizia che mi è arrivata corrisponde al vero,  faccia ripartire l’attività per le donatrici e i donatori del Centro Trasfusionale  del San Luca, anche il sabato mattina". 

"Decine di migliaia di persone seguite a Trecenta per screening diversi, sarebbero una platea più garantita da un’organizzazione basata, pur con due obiettivi e organizzazioni diverse, nello stesso ospedale. Ci  auguriamo anche che a questo piccola richiesta di riconoscimento del ruolo del San Luca (di problemi diversi parleremo in altri momenti), oltre che dal Compostella trovi il sincero e concreto appoggio dal Sindaco di Trecenta  Laruccia, dagli altri sindaci altopolesani troppo spesso silenti su questi temi in questi tempi (e in questo caso spero di essere smentito) e dall’assessore Corazzari che fino ad oggi ha fatto quasi solo del male al San Luca (protagonista insieme ai suoi colleghi di partito, la Lega, di pesantissimi tagli di posti letto ospedalieri pubblici)".

Nella speranza di ricevere positiva risposta, a tutto il personale sanitario, sociosanitario e tecnico polesano, impegnato in ospedali, RSA, Case di Riposo, altri Istituti di assistenza……un sentito ringraziamento per quanto già fatto e quanto farà per la salvaguardia della salute della nostra popolazione.

Guglielmo Brusco
ex assessore provinciale
responsabile per il Rifondazione Comunista dell'area sanità

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