24/09/2020

LAVORO IN POLESINE

"Il caso Coimpo sia un monito. Non dovrà succedere mai più"

Il commento del segretario generale della Cgil Pieralberto Colombo

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La sede della Coimpo a Ca' Emo di Adria

Con le recenti motivazioni della sentenza con la quale il Tribunale di Rovigo ha condannato i vertici societari - che non avevano già patteggiato - di Coimpo ed Agribiofert per le gravi irregolarità nella gestione dell’impianto di Cà Emo, in comune tra le due aziende, e nel quale nel 2014 quattro lavoratori morirono a causa di una nube tossica sprigionatasi a causa delle irregolarità stesse nel trattamento dei fanghi di provenienza industriale che venivano trasformati in fertilizzante agricolo da spargere poi nei campi.

E’ evidente la delicatezza ed importanza della vicenda: da un lato per la tragica morte dei quattro lavoratori che riporta in primo piano il tema urgente della tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, ragione per la quale la Cgil di Rovigo si costituì parte civile e dall’altro per l’importante tema più generale del rapporto tra lavoro e tutela dell’ambiente e quindi di tutela della salute pubblica, di tutti i cittadini. In questo caso non si è ancora riuscirti a conoscere con certezza cosa e per quanto tempo sia stato sparso nei campi agricoli, spacciato da fertilizzante correttamente trattato.

Non si tratta pertanto solo di una vicenda giudiziaria che farà il proprio corso (in parte già compiuto) ma di un vero e proprio monito ed insegnamento che deve riguardare tutti gli attori istituzionali e sociali del nostro Territorio.

Come, per altri versi, ci ha insegnato l’emergenza sanitaria in corso, la questione Coimpo deve fare tenere a tutti alta l’attenzione sulla priorità della tutela della salute di lavoratori e cittadini, non negoziabile per nessuna ragione legata al profitto. Tanto più in questa fase in cui si è insediato il tavolo regionale sulla ZLS che porterà nei prossimi mesi alla definizione del piano strategico per l’eventuale successivo insediamento anche nella nostra Provincia delle imprese interessate. Non è certo l’unica opportunità che dovrà essere colta ma è quella più attuale. Come da tempo sosteniamo come Organizzazioni Sindacali, non ci dovranno essere distinguo da parte di nessuno ma un fronte compatto che indichi come condizione principale, oltre alla qualità degli insediamenti e del lavoro prodotto, la compatibilità ambientale di tali insediamenti che non mettano in alcun modo a repentaglio la salute dei cittadini o finiscano per riproporre il “conflitto” tra salute e lavoro.

Siamo certamente un Territorio che necessità di creare le condizioni per uno sviluppo duraturo ma nessuno dovrà pensare che questo possa avvenire costi quel che costi. Abbiamo già visto quanto ciò finisca nel medio-lungo periodo a costare alla comunità in termini economico-sociali (potremmo citare anche il caso Polychimica di Adria) ma anche quante “macerie” ambientali si finisce per lasciare poi in eredità alle generazioni future. E chi finisce poi per pagare il prezzo più alto non è quasi mai chi i danni li ha provocati.

Ecco perché la vicenda Coimpo rimane di estrema attualità e monito e deve riunire istituzioni, cittadini e parti sociali in una sorta di patto, non solo a parole, perché non si vengano mai più a creare tali situazioni.

Pieralberto Colombo – Segretario Generale Cgil Rovigo

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