06/07/2020

IL PARERE

"Consumo di suolo zero? Utopico e demagogico, ha fatto bene il sindaco"

Il commento del Partito Socialista di Rovigo

"Non cederemo mai al Pd il nostro nome e la nostra storia"

L’approccio al tema del consumo di suolo deve essere di ordine tecnico e di ordine politico. Sarebbe auspicabile che i due piani, almeno in fase di analisi, fossero distinti.  E’ anche vero che l’urbanistica, per sua stessa definizione, ha come fine la pianificazione dello sviluppo di un contesto urbano, del suo risanamento e della sua rigenerazione, in una logica di intesse collettivo. E’ la naturale conseguenza, quindi, di scelte di ordine politico. Parliamo in questa sede, si badi bene, di “politica alta” o “politica altra” e non certamente di una politica fatta di pressappochismo, superficialità, autoreferenzialità o, ancor peggio, fatta pensando ad altro tema.

Bene ha fatto il Sindaco Edoardo Gaffeo, in questi giorni, ad affrontare il tema del consumo di suolo trattandolo con una lettura politica di grande lucidità tecnica, ribadendo un impegno elettorale assunto nell’interesse di tutta la collettività. Anche la minoranza, tutto sommato, ha fatto il suo dovere o, meglio, ha giocato il suo ruolo in un tentativo, peraltro in parte riuscito, di incunearsi nei disagi della maggioranza.  

Ma si badi bene, parlare di “consumo di suolo zero” a nostro avviso fa tornare alla mente il famoso slogan “prima gli italiani” tanto caro ai sovranisti. Limitare, infatti, i diritti ad una improbabile, se non impossibile, diritto di appartenenza localizzato è del tutto simile alla volontà di arrivare ad un altrettanto improbabile se non impossibile consumo di suolo azzerato, dichiarato in netto contrasto con le norme nazionali e regionali. Ciò infatti vorrebbe dire, per Rovigo, pregiudicare per sempre ogni possibilità di rigenerazione di un tessuto urbano già compromesso favorendo “ab eterno” i diritti di posizione della speculazione e della rendita fondiaria, attive da sempre anche a Rovigo.

Il PSI comprende pienamente l’impegno della minoranza nel voler svolgere il proprio ruolo, a ridosso tuttavia di una mozione del tutto strumentale, ma non riesce sinceramente a capire chi dalle file della maggioranza, pur pretendendo di rappresentare conoscenze e competenze specifiche, ha contribuito concretamente al tentativo di condannare la città ad un futuro segnato dalla presenza diffusa di relitti edificati, di azzeramento di qualsiasi sviluppo del verde urbano o di rigenerazione del tessuto storico, ma di grandi benefit per i pochi, soliti, ricchi proprietari.  Il riformismo ci insegna che la politica non consente scelte utopiche o, peggio, demagogiche, ma solo quelle concretamente utili e concretizzabili nell’interesse della collettività.      

Partito Socialista Italiano
Federazione Polesana  

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