29/05/2020

CORONAVIRUS IN POLESINE

“Costi dell’emergenza: in molti, aziende e privati contribuiscono; e i politici?”

L'intervento di Flavio Ambroglini

“Costi dell’emergenza: in molti, aziende e privati contribuiscono; e i politici?”

La nostra Italia è un Paese meraviglioso e non solo perché ospita il 70% del patrimonio artistico mondiale, per le sue ricchezze naturalistiche, per le sue biodiversità uniche ed irripetibili: ciò che la rende speciale è la sua gente, varia e variegata quanto a dialetti, usi e costumi, modi di vivere ecc., ma unica ed unita nel saper rispondere “presente” di fronte alle avversità della vita, siano esse dovute a cause accidentali che naturali. La solidarietà è un patrimonio insito nel DNA degli Italiani e ce ne stiamo accorgendo in questi tristi momenti in cui tutte le nostre certezze sono svanite e dove ad essere messa in predicato è la vita stessa di milioni di persone in tutto il mondo. Tantissime aziende italiane hanno donato somme in denaro, macchinari, prodotti, utili a fronteggiare il famigerato coronavirus e ad esse si sono affiancati gli Italiani i quali, a vario titolo e seppur preoccupati dalle incertezze future dell’economia, continuano a donare magari piccole somme ma con il cuore in mano. Sarebbe bello…..sottolineo “sarebbe”, avere notizia di qualche politico che in forma anonima decidesse di donare una parte del suo lauto introito mensile, a fronte dell’apprendere che qualcuno, in odore di crisi sanitaria, invece si è aumentato lo stipendio. Nessun gruppo politico ha proposto in Parlamento di devolvere a qualche struttura sanitaria, alla Protezione Civile, alla ricerca, ecc. qualche mensilità……eppure sono anche loro Italiani! Fa onore all’Albania ed al suo Presidente, l’aver mandato un gruppo di sanitari in soccorso dei nostri già stremati ed in affanno: un Paese povero, economicamente parlando, ma ricco di valori basati sulla solidarietà, sulla riconoscenza e sull’amicizia: valori questi che sembrano scemare in coloro i quali arrivino ai sogli più alti della politica. Siamo prossimi alla Santa Pasqua di Resurrezione e c’è da augurarsi che il ricordo di Colui che si è immolato per il Suo prossimo possa rischiarare le menti di chi dovrebbe avere a cuore le sorti degli Italiani: nessuno chiederà mai a costoro di salire sul Calvario, ma almeno di condividere parte dei loro compensi con chi soffre ed è in seria difficoltà economica. Gli Italiani gradirebbero certamente un segnale di questo tipo e sicuramente avrebbero memoria dei fatti al momento opportuno.

Flavio Ambroglini

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