02/06/2020

L'OPINIONE

"Venezia e via della seta: no grazie"

L'intervento della federazione di Rovigo del Partito socialista italiano

A Venezia per un Capodanno esclusivo

La Cina ha fatto un accordo per un ampliamento dei porti con Genova, Trieste e Capodistria. Ma Venezia non è interessata alla Via della Seta? A che cosa pensa? O non pensa affatto? Più volte il PSI ha sollecitato Venezia e la Regione Veneto ad esprimere un interessamento alla Via della Seta, ma finora non è stata colta l’opportunità. E pensare che solo quattro anni fa circa, per interessamento di Costa, la Unione Europea aveva concesso 9,7 milioni al Porto di Venezia per la realizzazione del primo prototipo di superbettolina per il trasporto dei container (Mama Vessel), fondi poi dirottati dal successore di Costa, Musolino, sul progetto di una bettolina per il trasporto di gas naturale che non si sa a che cosa serva. Successivamente un silenzio tombale. Nel frattempo sia lo Stato Italiano che la Cina stanno già facendo confluire su iniziative friulane e slovene cifre enormi in opere infrastrutturali utili ai traffici plurimodali con l’intera Europa. Venezia: Immobile! Venezia e le autorità portuali veneziane, oltre che la Regione Veneto, sembrano non rendersi conto che stanno decretando la loro agonia sullo scenario dello sviluppo economico che potrebbe interessare anche i rapporti con Milano e la Lombardia oltre che con l’intera Pianura Padana. Stanno escludendo l’economia veneta dai più importanti flussi economici del futuro. Noi insistiamo! Sosteniamo che è necessario rilanciare l’idea della realizzazione della già ipotizzata piattaforma d’altura per la quale era già stata definita una cordata tra Regione Veneto, Mantovani spa ed Interporto di Rovigo. Questa avrebbe potuto consentire uno scalo marittimo funzionale alla portualità di Venezia, di Chioggia e di Porto Levante utilizzando, tra l’altro, infrastrutture esistenti, come l’Idrovia Padano-Veneta, per le relazioni economiche con l’alta Italia e l’Europa. Scavare il canale dei petroli non favorirà certo questo sviluppo. Interesserà, forse, solo Venezia per le navi da crociera. La realizzazione della Piattaforma d’Altura consentirebbe, ovviamente, anche l’alimentazione della navigazione di cabotaggio verso Ravenna e fluviale in direzione di Milano, dove è previsto uno dei più grandi Interporti d’Europa. Tutto ciò in un momento in cui le autostrade soffrono l’intasamento e procurano grande inquinamento. Ma Rovigo ed il Polesine subiscono passivamente le non scelte del Comune di Venezia e della Regione Veneto che ci penalizzano? No, non possiamo rimanere silenziosi di fronte a tanto danno fatto anche al Polesine. Ecco perché, fuor di polemica, noi incalziamo il Sindaco di Venezia ed il Presidente della Regione Veneto per un’azione di recupero dell’occasione che si sta perdendo dal momento, oltretutto, che la Piattaforma a mare è stata inserita, grazie a Costa, nella lista delle opere strategiche approvata dall’allora governo. Ribadiamo che il nostro non è un atteggiamento polemico, ma esclusivamente propositivo nella convinzione che la Politica non ha bisogno di polemiche, ma di essere illuminata da un pensiero lungo. La politica e l’imprenditoria provinciali sono disponibili ad approfondire il problema?

PARTITO SOCIALISTA ITALIANO
Federazione di Rovigo

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