24/09/2020

TRECENTA

"Zaia si ricordi della sanità pubblica anche dopo l'emergenza coronavirus"

L'intervento di Guglielmo Brusco, Rifondazione Comunista Polesana

Dal 2002 l'ospedale ha perso 86 posti letto

Guglielmo Brusco, esponente di Rifondazione Comunista

Per il San Luca e per gli Altopolesani, giusto il sacrificio utile a battere il Coronavirus. Ma per il dopo, pretendiamo rispetto. 

Secondo la stampa, Zaia ha dichiarato: “Uno dei primi provvedimenti prevede che, a Trecenta, all'ospedale San Luca, gradualmente, si arrivi ad ospitare unicamente le persone contagiate dal virus. Ovviamente, non accadrà dall'oggi al domani, ma si va in questa direzione.” E noi gli diciamo, va bene Presidente, non ci sentiremo un lazzaretto e se le persone contagiate non le indirizzate anche nelle cliniche private, accettiamo pure questo pesante, ma doveroso sacrificio per gli altopolesani, che per qualsiasi altro loro bisogno sanitario, eventualmente dovranno recarsi agli ospedali di Rovigo, Adria o a Legnago o addirittura in altre Regioni. Oppure in qualche Casa di Cura privata polesana in forte crescita di posti letto ospedalieri, che lei certamente conosce.


Il San Luca di Trecenta nosocomio, che a scalare purtroppo, doveva avere 450, poi 335, poi 261, poi 230 posti letto, è invece arrivato negli ultimi 15 anni ad un massimo di 222, sotto la direzione Marcolongo. Ora, dopo il trasferimento di Pneumologia a Rovigo (- 14 posti letto, se non erro nel 2006) e con l’arrivo nel 2010 di Zaia alla Presidenza Regionale, siamo passati da 208 a 132 posti letto . Nell’ultimo Ventennio perciò, con la Lega in Giunta Regionale,uno degli ospedali veneti di più recente inaugurazione, è stato il peggio trattato del Veneto.

Dal 2013, altri 76 posti letto ospedalieri in meno ( - 36,5%) , nel mentre alle cliniche private polesane sono stati invece destinati decine di posti letto in piu'.  Grazie Zaia - Grazie Lega per questa vostra lungimiranza.

Al San Luca di Trecenta, avete persino cancellato 4 posti letto su 8, di Area Terapia Intensiva, la stessa che oggi vi serve con più posti letto e per la quale avete deciso solo adesso un potenziamento, che speriamo, oltre al periodo Coronavirus, non colpisca pesantemente anche il futuro del settore chirurgico del San Luca.  Noi altopolesani siamo disposti al sacrificio. Ci ricordiamo di quando, a causa dell’alluvione, fummo ospiti anche in altre regione e certamente vogliamo aiutare anche Zaia a battere il coronavirus. Emigreremo ancor di più per i nostri “normali” bisogni sanitari.

Non ci tiriamo indietro. Insieme si può recuperare più funzionalità. Ma per il prossimo futuro, sconfitto il Coronavirus, esigiamo rispetto, percentualmente almeno uguale a quello che Zaia e la Lega hanno riservato alle cliniche private venete. E se non ve lo chiederanno i sindaci questo rispetto, questa volta credo ve lo chiederanno i cittadini....

Trecenta, 16 Marzo 2020
Guglielmo Brusco – Rifondazione Comunista Polesana - Sanità

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