13/07/2020

SANITA'

"Ecco come la Lega ha ridotto la nostra sanità pubblica"

L'analisi dettagliata degli ultimi 20 anni di schede ospedaliere tra taglio di posti letto di Guglielmo Brusco

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Dal 2000 la Lega è in maggioranza in Regione Veneto. Dal 2005 ha l’assessorato regionale alla sanità. Il primo assessore leghista fu Flavio Tosi che, con l’allora vice-presidente Luca Zaia, fu protagonista dell’approvazione della delibera di giunta regionale veneta. Con questo atto e relative proroghe, dal 2007 al 2011, per le cliniche private del Veneto, in totale furono previsti, oltre 200 milioni di euro in più…sostanzialmente in cambio di.. meno ricoveri ospedalieri.                               

Insomma, quasi un lavorare meno per prendere di più, dai risvolti molto, molto discutibili. Persino il dottor Domenico Mantoan, Segretario della Sanità Veneta, produsse materiali di riflessione che, secondo la stampa portarono a definire certi esborsi, certi pagamenti in più per meno prestazioni, "una concessione insostenibile e ingiustificata".

E in questo quasi ventennio di governo regionale con la Lega protagonista, dalle prime schede ospedaliere del 2002 approvate con il consenso anche del partito di Zaia, è bene studiare quello che è successo nei nostri ospedali. Facciamo solo un piccolo excursus pre-Lega.

I posti letto nel 1999, ricavati da un documento del Dr. Domenico Mantoan – Segretario della Sanità Veneta, erano 23.802 di cui 20.382 pubblici (85,7%) e 3.415 privati (14,3%) – A conferma della pesante privatizzazione avvenuta in Veneto grazie anche alla guida leghista della nostra Regione, con le ultime schede ospedaliere, licenziate nel 2019, i posti letto risultano drasticamente tagliati in questo modo.

In totale sono rimasti solo 17.955 posti letto ospedalieri con un calo di 5.847 unità, pari al - 24,5%.

Questo saldo negativo è il gravissimo  risultato di una operazione che addirittura ha previsto il  taglio di ben 6.137 ( - 30,1%)  posti letto pubblici a fronte invece di un aumento dei posti letto nelle cliniche private (+ 290 posti letto pari al + 8,5%).

C’è bisogno di dimostrare con altri numeri la pesante privatizzazione della sanità veneta?  Ma vi sembrano logici questi numeri? Tagliare 1 posto letto ogni 4 nel pubblico e nel privato invece addirittura aumentarli?                                                                                                                     

Ad esempio, cari Leghisti e Soci, non pensate di aver esagerato in Polesine, quando avete addirittura, tramite il vostro SOM a Rovigo, Dr. Antonio Compostella, previsto 26 posti letto in più (+ 12 di ospedale di comunità), IN ATTESA  che il privato di Porto Viro costruisca l’edificio per collocare, NON PRIMA DEL 2023, quei posti letto?  Ma perché questi 26 posti letto, se erano necessari per le genti bassopolesane, non potevano essere utilizzati da subito, nell’Ospedale pubblico di Adria?  E per finire, vediamo un confronto solo del periodo leghista.

Visti questi dati, i cittadini pensano  che Zaia e la Lega abbiamo veramente difeso gli ospedali pubblici del Veneto? O non pensano che sia meglio lottare contro questo tipo di amministratori, che tagliano posti letto nel pubblico e li aumentano a certe cliniche private?

Guglielmo Brusco
ex assessore provinciale alla Sanità

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