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Rovigo

Corona, dalle sue montagne al palco di Rovigoracconta

Il popolare scrittore e artista italiano in piazza Vittorio per presentare "Quattro stagioni per vivere"

Corona e la voglia di natura e libertà

ROVIGO - Un viaggio introspettivo, un riappropriarsi del legame con la natura e con la propria anima. È quanto vuole raccontare "Quattro stagioni per vivere" il nuovo romanzo di Mauro Corona, scrittore, alpinista e scultore, presentato nella tardo pomeriggio di ieri, domenica 5 giugno, in una piazza Vittorio Emanuele gremita di gente, durante la giornata conclusiva del festival tutto arancione, Rovigoracconta.

“Parliamo della vita, del perché sono capitato qui, non del libro - commenta Corona - Sono molto affezionato a Rovigoracconta, a Rovigo mi ci portavano amici, oramai scomparsi, il ricordo mi commuove sempre”.

Sul rapporto con la natura e con gli altri Corona ammette di aver cercato di addolcirsi. “Avevo scritto tanti libri sulla violenza sulle donne, non perché me la godessi a scrivere di violenza sulle donne ma perché volevo denunciarla. C’è un lato oscuro in ognuno di noi, che una mattina si potrebbe svegliare e portare a fare qualcosa di brutto, non è facile gestire i nostri sentimenti”.

Tramite i libri - ha detto - denunciavo la violenza. E venivo accusato di fare libri violenti. Poi ho scritto un libro per i giovani, chi più di me può dare delle dritte ai ragazzi? A loro bisogna indicare la via ma non si può pretendere non facciano certe esperienze. Cerco di lasciare tracce buone e invece sono stato accusato dai genitori di insegnare a bere ai propri figli. Alla fine dei miei giorni ho sentito che dovevo fare i conti e fare pace con la mia anima, la mia natura, i boschi e le montagne”.

Una sorta di riconnessione con il proprio io, inascoltato per tanto tempo. “La storia è un pretesto per tornare a parlare del ritorno alla natura, per costrizione non per volontà. Quando il protagonista faceva il cacciatore non aveva tempo di pensare alle persone, gli animali intendo io, che prima cacciava e disprezzava, ma nel momento in cui era ai ferri corti con la vita scopre essere amici che sostengono nella vita nei boschi. Lui capisce ciò che era la natura nella estrema solitudine e ciò che lo terrorizzava, come valanghe e slavine, ora diventa una musica. Credo che a 72 anni si senta questo bisogno di pace. È un libro di risarcimento, anche se non basterà per tutto quello che ho fatto alla natura”.

Un libro che contiene anche una sorta di denuncia per come stiamo vivendo. “Stainer diceva che il demonio verrà sulla terra in forma di denaro - cita - Stiamo devastando la terra. Perché accumulare quintali di grano quando ne basterebbero meno? Non abbiamo misura. Questi comportamenti hanno una radice profonda inquietante, è il nichilismo del terzo millennio. La gente ha capito che la vita è difficoltosa e decide di godersela, senza preoccuparsi di quello che fa alla natura. Fa orrore”.

Corona parla anche di attualità, di giovani e del male del consumismo. “Ci hanno reso eroinomani di oggetti. Ci hanno reso dipendenti da... - prosegue - I giovani se non hanno determinate cose si sentono defraudati della loro identità. Se questo bisogno di oggetti vi impegna a perder tempo, a fare ciò che non piace è pura follia. Abbiamo solo una occasione, abbiamo solo una vita, costruitevi tempo libero”.

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