03/12/2021

GRIGNANO

Quella strada è “maledetta”

Nell’aprile scorso i residenti hanno firmato una petizione per mettere in sicurezza il tratto. In via Giotto una sequela di incidenti, più o meno gravi. Qui morì anche un 38enne

Quella strada è “maledetta”

28/10/2021 - 10:11

ROVIGO - Parte da Spianata, all’incrocio con Viale Porta Po, e finisce a Grignano. Ed è una strada che ha “regalato” diversi incidenti, negli ultimi anni. Il più grave, quello che è costato la vita ad Alessandro Fioratto, 38 anni, di Ceregnano, il 23 gennaio del 2018.

Piena di curve, meno trafficata di altre vie, e più defilata, invita all’accelerazione e avrebbe bisogno di interventi per la sicurezza.

Con il senno del poi sarebbe facile puntare il dito, ma in realtà c’è una petizione dei residenti della frazione di Grignano Polesine protocollata il 22 aprile scorso al Comune di Rovigo, il cui portavoce è Mattia Moretto, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale.

Non è la prima volta che sul tratto di strada avvengono incidenti, anche gravi.

“E’ risaputo - si legge nella petizione - che via Giotto (collegamento tra la località denominata Spianata e la frazione di Grignano) è una strada di forte pasaggio, dove il più delle volte, anche per la conformità della strada stessa, automobilisti e motocisclisti non rispettano i limiti di velocità previsti”, si legge.

Più colte i residenti si sono preoccupati anche per la loro stessa incolumità: “Lungo la via trovano luogo diverse abitazioni e una fermata dell’autobus, dove gli abitanti della zona intenzionati a usufruire del trasporto pubblico locale per spostarsi, si riuniscono vedendosi costretti ad attendere l’autobus praticamente sulla riga bianca della carreggiata, dal momento che non c’è altuna banchina. I residenti sono stanchi e im

pauriti per la continua situazione di pericolo a cui sono sottoposti”.

La soluzione allora prospettata era l’installazione di velobox o di dossi dissuasori.

Le indagini sulle ragioni dell’incidente sono ancora in corso e il dolore ancora grande per puntare il dito contro la sicurezza per le strade e la viabilità in alcuni tratti di strada a Rovigo. Ma certamente il terribile incidente che ha portato via tre vite alle loro famiglie, ai loro amici, a una città intera non può non far riflettere su un problema che non è nuovo alle amministrazioni rodigine.

Ieri davanti al platano su cui si è accartocciata la macchina alla guida della quale c’era il povero Marco Stocco in tanti hanno deposto fiori.

Un gesto di amore, per le anime volate in cielo, un monito per chi da quelle strade passa quotidianamente o le vive da residente.

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