28/10/2021

Covid

“Non prima di due anni per la normalità”

Covid, il virologo Crisanti fa le sue previsioni sull'andamento del virus

Lunedì l’incontro con Andrea Crisanti

Andrea Crisanti

13/10/2021 - 10:33

“E’ necessario vaccinare tutti con la terza dose. E bisogna farlo il prima possibile. Dunque non soltanto gli anziani, ma proprio tutti, se vogliamo mantenere bassa la circolazione del virus”.

Andrea Crisanti oramai è solito andare controcorrente. E le sue prese di posizione non mancano mai di fare discutere.

Anche questa volta il professore padovano, il cui merito nel contrasto della prima ondata di coronavirus è riconosciuto da tutti, questa volta, non si tira dunque indietro. Anzi, contesta in maniera convinta l’indicazione del governo di procedere alla somministrazione della terza dose del vaccino solo agli ultra 60enni (oltre ai fragili, ai sanitari e agli ospiti delle Rsa). In Veneto parliamo finora poco meno di 30mila soggetti, meno del 3%, mentre una volta completate le categorie indicate dal governo noln si supererà un milione di terze dosi. Un numero - e una scelta - che Cristanti contesta con decisione: “Non basta. Non basta proprio. Bisogna somministrare la terza dose a tutti”.

E sostiene la propria tesi spiegando come, dati alla mano, la situazione di Inghilterra e di Israele (dove c’è stata un ripresa dei contagi) sia lo specchio di quello che potrebbe accadere anche da noi.

“L’Italia ha iniziato a vaccinare in ritardo. E paradossalmente, per noi è un vantaggio perché significa che per il momento siamo tutti protetti e possiamo sfruttare i prossimi 2-3 mesi per iniziare a vaccinare con la terza dose”. Un invito dunque a non sprecare il tempo e, soprattutto, a guardare fuori dai propri confini. “Compatibilmente con le capacità del nostro sistena sanitario - prosegue - sarebbe consigliabile e auspicabile prevedere la terza dose per tutti”.

“La protezione di un vaccino Pfizer inizia a calare quattro mesi dopo la somministrazione del richiamo. Dopo sei mesi, l’efficacia contro l’infezione è del 40%, contro le complicanze è del 70%...”.

Crisanti, che fa parte del personale sanitario, la terza dose l’ha ricevuta una settimana fa. E ora spinge perché si riparta con una campagna in grande stiole. Anche perché non è convinto dei dati che - analizzati da politici e da suoi colleghi - indicano il virus con in una forte fase di recessione.

“Le persone con il Green pass pensano di essere al sicuro. Ma il livello di protezione di un vaccino mica si determina per legge, non a caso la copertura scema con il passare del tempo, mentre il certificato rimane sempre lo stesso...”. Per questo il ritorno alla normalità assoluta - a suo parere - non è in agenda.

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