25/09/2021

Covid in Polesine

Green pass day, i locali salvati dai dehors

Oramai pronti a tutto, i gestori dei locali si adeguano: “Meglio non pensare ai prossimi mesi”

Green pass day, i locali salvati dai dehors

07/08/2021 - 09:19

ROVIGO - I plateatici hanno salvato molti pubblici esercenti dopo le chiusure e continuano a salvarli dal Green Pass. A Rovigo la maggior parte dei locali sta ancora approfittando dei tavoli all’aperto e al debutto, ieri, dei controlli sull’avvenuta vaccinazione dei clienti, in molti -utenti e baristi - hanno bypassato l’obbligo usufruendo dei tavoli all’aperto. Questi, così come il servizio al bancone, sono zona franca.

“Abbiamo già scaricato l’app - racconta Chiara Novo dell’osteria La Zestea - Si fa tutto, anche se temo che serva a poco. In ogni caso chi ha voglia di stare dentro esibirà il green pass. Ci adeguiamo alle regole. Senza pensare troppo al dopo estate e senza programmare, si vive alla giornata”.

Naviga a vista anche Massimo Ferrarese, titolare del locale Dal Moro: “Le colazioni al banco sono veloci e per ora stanno tutti fuori. E ai primi freddi non ci voglio pensare. A Settembre, ottobre, sarà quel che sarà. So che i prossimi ordini che farò saranno limitati per le cose che andranno in scadenza. Per non sbagliare”.

Al caffé Molinari due giovani bariste, una di appena 19 anni pur di lavorare hanno fatto il vaccino. Ma lo ha fatto con piacere. “L’ho appena fatto e mi sarei vaccinata a prescindere - dice, sfoderando un sorriso sicuro - Per ora non abbiamo controllato alcun green pass, anche perché i clienti preferiscono sedersi fuori. Comunque siamo attrezzati con l’applicazione per controllarla. Il nostro titolare ci ha detto cosa dovevamo fare”.

Il debutto del Green Pass per Barbara Maltarello, che gestisce con la famiglia il Pedavena, è stato abbastanza traumatico: “Devo dire la verità ancora non sono entrata nell’ottica. Dovrà passare una settimana per capire come funziona e come dobbiamo fare con i clienti. Sinceramente chiedere alla gente se si è vaccinata non è nelle mie corde, perché mi sembra di violare la loro privacy, magari con il tempo mi abituerò. Piuttosto che rimanere chiusi faremo tutto quello che c’è da fare. Compreso il vaccino. Ho fatto la prima dose e sono stata male”.

Molti rodigini frequentatori di bar di tutte le età, hanno esibito di loro spontanea volontà la carta “verde” che certifica la loro vaccinazione. “Speriamo sempre nella coscienza dele persone, che entrano e ci vengono incontro”, conclude Barbara, che non ha certo voglia di fare da controllore.

Ai Trani hanno preso l’occasione per fare dei lavori negli spazi interni del locale. Si fa di necessità virtù. Tutti fuori, finché il tempo è clemente (e il Covid pure).

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