11/04/2021

ROVIGO

Dall’emergenza pandemica…una nuova scuola!

140 docenti del “De Amicis” impegnati in una formazione sulle implicazioni della Dad nel presente e nel futuro della scuola

Webtrotter, "De Amicis" in finale

ROVIGO - I 140 docenti dell’Istituto Superiore “De Amicis” di Rovigo impegnati in due pomeriggi di formazione sulle implicazioni della Didattica a distanza nel presente e nel futuro della scuola. Una formazione ai massimi livelli, con il prof. Mario Castoldi (Università di Torino, docenza di Didattica generale), autore di decine di pubblicazioni e, di sicuro, uno dei maggiori esperti in circolazione sulla nuova didattica e sulla scuola delle competenze. Due pomeriggi di full immersion, in seminari a distanza, utilissimi per fare il punto sulla situazione, complessa, in cui ci si trova da oltre un anno e per ripartire, con nuova attenzione, verso i ragazzi, portandosi dietro anche il “buono” che si è sperimentato nell’emergenza pandemica.

“Di certo – ha spiegato ai docenti del “De Amicis” il prof. Castoldi -, anche al rientro in presenza, non ritroveremo più la scuola di prima. Siamo entrati in una sorta di dissonanza cognitiva, che mette in discussione in via definitiva il modello tradizionale di istruzione. E non si torna indietro: da qui in poi dovremmo sicuramente fare i conti con il triangolo saperi-docenti-alunni, ma anche con le situazioni di vita dei nostri ragazzi. Entriamo nella consapevolezza che le discipline debbano diventare, sempre di più, strumenti per comprendere e agire sulla realtà e sul vissuto”.

Ma il ragionamento del prof. Castoldi non si è fermato qui: “L’emergenza pandemica ci lascerà, in bagaglio, un’integrazione sempre più stretta tra attività didattica in presenza e attività didattica a distanza.
La <blended learning> è già una realtà a livello europeo e, dopo la pandemia, lo dovrà diventare anche nella scuola del nostro Paese. Ineludibile – nelle parole del prof. Castoldi – l’intreccio sempre più stretto tra mondo fisico e mondo digitale. Ed ecco che va discusso anche il modello tradizionale di valutazione della scuola: la valutazione dei ragazzi dovrà proiettarsi in chiave  formativa e decisamente meno certificativa. Insomma sarà sempre più una valutazione per apprendere e
meno per certificare esiti”.

Tutta la scuola è chiamata a rivedersi, riprogettarsi, ripensarsi. Un’opportunità per cambiare e ripartire con sempre maggiore attenzione a tutte le dimensioni del ragazzo e dell’apprendimento. Anche l’organizzazione torna in discussione, nella direzione di un passaggio accelerato da rigidità a flessibilità; mentre le conoscenze dovranno essere sostituite, progressivamente, dal modello della comprensione profonda, affrontando il nodo dei “contenuti essenziali” per giocare la sfida su quelli…perché alla “comprensione profonda” o, se si vuole, alle “competenze vere”, si arriva inseguendo i saperi con le esperienze. Stimoli su stimoli, nel bel mezzo di un guado, profondo, di cambiamento.

“Un’occasione davvero importante" – dice il Dirigente Scolastico dell’Istituto 'De Amicis', Osvaldo Pasello – "per riflettere sul complesso periodo in cui, per la pandemia, alunni e scuola si sono trovati. Riflettere, perché abbiamo bisogno, dopo tanto rincorrere le emergenze, di fermarci e fare il punto;  per poi ripartire, portandosi nello zaino idee nuove, incrociate di corsa nella fase di emergenza, ma in grado ora di rilanciare, passo passo, un profondo rinnovamento nella didattica, che metta al centro dell’apprendimento sempre di più le situazioni di vita, le esperienze, le comprensioni profonde. Per il 'De Amicis', impegnato da mesi in tante sfide di cambiamento, questo è il fronte più importante”.

E il “De Amicis” vi si è lanciato con uno dei massimi esperti nazionali e non solo. Il prof. Mario Castoldi (Università di Torino), negli ultimi anni ha pubblicato testi diventati veri bestseller per i professionisti della scuola, quali “Ambienti di apprendimento” (2020 Carocci), “Compiti autentici” (Utet 2018), “Verso le competenze, una bussola per la scuola” (Franco Angeli) e tanti altri.

Ora il lavoro dell’Istituto si sposta all’interno dei dipartimenti, dei Consigli e del Collegio. Sarà un percorso lungo, profondo, di rinnovamento. Ma gli obiettivi sono segnati: la pandemia, con i suoi drammi, ha indicato anche le strade nuove dell’istruzione. Indietro non si torna.

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