19/10/2021

IL CASO

“Ritrovi clandestini”, molti giovani ammettono di partecipare

Con il persistere della pandemia, la voglia di fare festa come un tempo si fa sempre più sentire e per molti giovani è difficile resistervi

"Sì, ci capita di violare le regole. Siamo stanchi"

07/03/2021 - 10:43

ROVIGO - Piccole feste, ritrovi in case o parchi, a piccoli gruppi, ma comunque violando il divieto di assembramento. E così molti giovani ammettono di partecipare a “ritrovi clandestini”. Con il persistere della pandemia e la prospettiva di nuove restrizioni in arrivo la voglia di fare festa e riunirsi come un tempo si fa sempre più sentire e molti, soprattutto tra i giovanissimi, è difficile resistervi.

Nella provincia di Rovigo non si sono registrati casi eclatanti di veri e propri festini clandestini con numerosi invitati ma comunque dopo le 18, orario in cui i bar abbassano le serrande, non sono mancati, e non mancano, gli episodi in cui i polesani continuano le loro serate in case, taverne e appartamenti soprattutto nei comuni della provincia dove i controlli sono minori.

"Ammetto di aver festeggiato il mio compleanno con alcuni amici - ha affermato Marco di Rovigo - l’avevo già rinviato lo scorso anno ma quest’anno non ce l’ho fatta e così ho invitato degli amici nella mia taverna. Avrei preferito farlo in discoteca come faccio sempre ma purtroppo sono chiuse e i bar hanno orari troppo ristretti per chi studia o lavora. Se i locali avessero potuto tenere aperto avrei potuto farlo lì e forse sarebbe stato anche meno rischioso”.

Gli fa eco Giorgio, anche lui residente vicino al centro di Rovigo, che non ha mai rinunciato all’aperitivo con gli amici: “Vado spesso a fare aperitivo nei bar del centro con i miei amici, quando è possibile ovviamente e attenendoci alle regole soprattutto per rispetto degli esercenti che hanno dovuto fare tanti sacrifici tenendo chiuso. Dopo le 18 però non andiamo a casa, prendiamo da bere d’asporto e ci spostiamo in un parco pubblico o a casa di qualcuno. Sappiamo che è sconsigliato ma tra di noi c’è chi studia e lavora tutti i giorni, un piccolo momento di svago in compagnia è necessario. Non possono toglierci anche quello”.

Matteo invece è della frazione di Mardimago e racconta: “Nelle frazioni i controlli sono praticamente nulli. Mi trovo quasi ogni sera a casa di qualche mio amico più grande che vive da solo o che ha una taverna dove poter stare. Non siamo mai più di quattro o cinque. Siamo stati chiusi in casa per un anno e non è servito a niente. Abbiamo solo voglia di tornare a vederci e ad uscire come prima”.

Ma con la pandemia sono cambiati anche gli orari e i modi di vivere il weekend dei giovani. Sara, per esempio, è di Frassinelle e viene a Rovigo in corriera il sabato pomeriggio: “Appena uscita da scuola mi preparo subito per uscire e sfruttare le poche ore a disposizione visto che i bar chiudono presto. All’inizio era strano ma ormai ci ho fatto l’abitudine. In zona arancione non mi posso spostare per venire a Rovigo e allora vado a trovare i miei amici a casa loro nei paesi limitrofi al mio. Spero che questa situazione finisca il prima possibile, ho tanta voglia di tornare in discoteca”.

Infine conclude Luca che abita a Badia Polesine: “Mi trovo ogni sabato e domenica con i miei amici più stretti a guardare le partite in tv e mangiare insieme una pizza a casa di qualcuno. Durante la settimana invece vado qualche volta in bar qui a Badia”.

Insomma i ragazzi ammettono di non seguire al 100 per cento dispositivi di sicurezza e divieto di assembramento, anche se con numeri limitati. Un rischio che corrono e che decidono di far correre a è vicino a loro.

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