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IL CASO

"Le case di riposo sospendono le visite ai familiari: la Regione non può far finta di nulla!"

Inizia così l'intervento del coordinamento Polesano de "Il Veneto che vogliamo"

Gli anziani restano nella loro casa... per ora.

ROVIGO - "Le case di riposo sospendono le visite ai familiari: la Regione non può far finta di nulla!", comincia così l'intervento del coordinamento Polesano de Il veneto che vogliamo.  

"Il 17 ottobre il Presidente del Veneto ha firmato l'ordinanza che prevede che i famigliari in visita ai propri cari, ospiti presso le Case di riposo, debbano essere sottoposti a tampone, da ripetersi ogni 7 giorni e da farsi presso le stesse Case di riposo. Fin qui tutto bene. Però fra il dire e il fare, come dice il vecchio proverbio, c'è di mezzo il mare. Il mare, in questo caso, è la carenza di personale infermieristico presso queste strutture. Carenza, già denunciata da mesi, che comporta un calo delle prestazioni e della qualità dell'assistenza, così come aggravamento dei carichi di lavoro, sospensione delle ferie e peggioramento delle condizioni di lavoro. Questo in tempi normali. In tempi di Covid la situazione peggiora. E da qui, più nulla va bene. Non va bene il livello di servizio ricevuto, non vanno bene le condizioni di lavoro. Non va bene che, ancora una volta, le scelte incompetenti e colpevolmente indifferenti di chi amministra il Veneto, ricadano sui più deboli, in questo caso gli anziani".

"Infatti, senza il personale per effettuare i tamponi, alle strutture non è rimasto altro che sospendere le visite. Importa? Si. E molto. Importa soprattutto perché siamo in Veneto, una delle regioni che dovrebbe vantare, oltre alla città più bella del mondo, anche i servizi migliori del mondo. Importa perché è l'anno 2020 e negli ultimi 15 anni di sopravvalutata presidenza di Zaia non siamo andati avanti. Siamo qui, dopo questi 15 anni, fermi come l'acqua di uno stagno, che si prosciuga lentamente.
Non migliorano i servizi, anzi peggiorano. Aumentano gli anziani, ma cala l'attenzione per la cura. Denunciamo come inaccettabili le politiche della Lega e della destra venete nell'ambito socio sanitario. Ancora di più, se si pensa che nel corso di questi anni altre scelte sono invece state fatte: aumentare il numero complessivo di Assessori e Consiglieri di maggioranza, quindi i costi stessi della politica regionale, oppure ridurre l'addizionale Irpef per i redditi più alti. Risorse date a chi non ne ha bisogno e sottratte a chi ne ha bisogno. Questo non è un caso. Questa è la destra. Che vince perché queste cose non le racconta , come non le raccontano gli infiniti show televisivi, tappeti rossi stesi sotto i piedi di una malagestione che tutti pagano, fatta salva una élite di privilegiati".

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