18/09/2020

CORONAVIRUS IN POLESINE

Bimba del nido positiva al coronavirus, il primo contagio a scuola

Compostella: "La situazione è sotto controllo, in isolamento i contatti vicini"

ROVIGO - "Per il momento non abbiamo nuovi casi di positività rispetto al tardo pomeriggio di ieri. Magari oggi siamo a zero positivi ma vediamo cosa succede nel pomeriggio. La notizia importante di ieri pomeriggio è il primo caso di una positività che interessa una scuola del nostro territorio ovvero una bimba di 2 anni e mezzo del nido comunale di Porto Viro, risultata positiva al tampone eseguito sabato. E quindi anche se si tratta di una bimba del nido è comunque una scuola e quindi si può considerare la prima positività dell'ambito scolastico del polesine. La bimba è positiva a seguito di una catena di contagio fuori dall'ambito scolastico. E' una anomalia, come abbiamo detto molte altre volte perché statisticamente i bambini sono stati molto meno coinvolti dal punto di visto del contagio. Probabilmente la carica virale della persona con cui è venuta a contatto era molto alta". Lo ha detto il direttore generale dell'Ulss Antonio Compostella.

"Dal punto di vista dei protocolli che interessano la scuola. Questo nido opera con sezioni differenziate tra loro come distanziamento fisico quindi è stata bloccata l'attività della sezione della bimba, sono in isolamento i genitori e il fratellino oltre ai bambini della sezione ma non i loro genitori. Ma domani eseguiranno il tampone tutti, anche gli operatori della sezione. Perché domani? Perché sono passati almeno tre giorni e quindi abbiamo più possibilità di vedere se effettivamente è avvenuto il contagio", continua Compostella.

"Abbiamo già avuto molte chiamate per la scuola, da questa mattina da parte dei docenti della scuola per avere chiarimenti. Ben vengano le chiamate per chiarire i dubbi - spiega Compostella - e anche i medici di base sollevano il problema della gestione dei casi sospetti nei loro ambulatori. Ma al di là di queste questioni che risolveremo con la regione e i sindacati, se c'è un caso sospetto a scuola l'importante è la tempestività. Il personale scolastico referente porta il caso sospetto in un'area di isolamento vengono contattati i genitori e loro dovrebbero contattare il pediatra o il medico di base che prendono in carico il bimbo o ragazzo. Ci sono alcune perplessità da parte dei medici di base e pediatri, ma noi nella logica della tempestività abbiamo nei tre punti di accesso diretto al tampone abbiamo individuato delle fasce orarie dedicate proprio all'ambito scolastico alla fine della mattinata dove può essere eseguito il tampone rapido. L'intenzione è quella di creare una squadra che si sposti a scuola per testare il caso sospetto e compagni. Ma servono ancora delle specifiche per realizzare questa ipotesi. Servirà comunque il consenso dei genitori".

"Ricordo che è importante la responsabilità dei genitori: il bimbo non va inviato a scuola se non sta bene. Questo è fondamentale - continua Compostella - Chiaro che ora la ripartenza della scuola sarà un test per tutta la società non solo per la scuola".

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