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ROVIGO CELLO CITY

La Rotonda teatro della prima serata del festival del violoncello

Un concerto pieno di sorprese che ha regalato tante emozioni

ROVIGO - Tante emozioni domenica sera al Tempio della Rotonda per l’apertura della settima edizione del festival Rovigo Cello City, con un concerto ricco di sorprese, che ha conquistato il pubblico fin dalle prime battute per terminare in un crescendo di applausi, che ben hanno testimoniato quanto i rodigini apprezzino la musica di qualità che in questi giorni di festival ha per protagonista il violoncello, strumento versatile ed espressivo.

"Violoncelli all'opera" era il titolo del primo appuntamento musicale del festival ideato dal maestro rodigino Luigi Puxeddu e realizzato dall'Associazione musicale Venezze, presieduta da Ettore Felisatti, per legare con un filo rosso il violoncello al repertorio operistico. Ospite d’eccezione il basso polesano Riccardo Zanellato, vincitore nel 2019 degli Oscar della lirica quale migliore basso al mondo (premio International Opera Awards “Opera Star”), che ha ci regalato emozioni indimenticabili con le interpretazioni di due arie verdiane e della celeberrima “Calunnia” dal Barbiere di Siviglia di Rossini, la sua voce bella e rotonda, grave ed espressiva entra nel cuore di chiunque lo ascolti.

Alla guida dei dodici violoncelli e dei due contrabbassi dell’ensemble del festival, per il secondo anno consecutivo, Gerardo Felisatti, affermato musicista e compositore rodigino, ora lanciato nella carriera di direttore d'orchestra, che grazie a un gesto eloquente e ad una evidentissima sensibilità musicale ha condotto i Violoncelli di Rovigo Cello City a spaziare con ottimi sorprendenti risultati, ricordiamo che parecchi violoncellisti dell'ensemble sono studenti in Conservatorio, in un programma che attraversa due secoli di storia della musica, dal repertorio operistico a quello cameristico e sinfonico, con trascrizioni per i violoncelli appositamente realizzate da Luigi Bedin, ormai storico collaboratore del festival.

Solista ospite il maestro Gabriele Geminiani, primo violoncello dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, che ha tenuto in questi giorni anche una masterclass per i giovani studenti, e ha incantato il pubblico in due “soli” tratti dal repertorio operistico, dove ha mostrato il suo talento nel far "cantare" con passione il violoncello.

Dopo le performance di Zanellato la voce del canto ha invaso nuovamente il palco della Rotonda nel coro a bocca chiusa dalla Madama Butterfly di Puccini, fino alla meraviglia più inattesa della serata: la generosa e splendida voce solista di Claudia Pavone, soprano veneto che a 31 anni ha già calcato con ruoli da protagonista i palcoscenici più prestigiosi italiani; il pubblico di Rovigo ha sicuramente avuto l'opportunità di ascoltare la futura stella del panorama lirico internazionale, ospite a sorpresa del concerto di domenica sera, dove ha regalato a tutti una interpretazione di "Un bel dì vedremo", aria tratta dall'opera Madama Butterfly, da togliere il fiato.

Un momento di viva emozione c’è stato anche all’inizio del concerto, quando Ettore Felisatti, affiancato dal direttore artistico del festival Vittorio Piombo, dopo l'accoglienza del pubblico e il saluto alle autorità presenti, ha consegnato al maestro Luca Simoncini la targa di presidente onorario del festival, un commosso tributo di riconoscenza al fondatore della scuola violoncellistica rodigina, che è stato e continua ad essere un grande docente, oltre che un concertista di valore, come ha dimostrato sul "campo"con la sua magistrale interpretazione del Largo della Sonata di Chopin, assieme ad un sestetto di violoncelli interamente formato da suoi allievi ed ex allievi. Applausi sinceri anche per il più giovane tra i solisti, Luca Giovannini, che ha dato prova del suo vigoroso talento eseguendo impeccabilmente la virtuosistica Elfentanz di Popper.

Anche il bis è stato occasione di meraviglia: Riccardo Zanellato, all'inizio della sua carriera di musicista era chitarrista, è uscito sul palco con la chitarra in mano per intonare assieme alla soprano Pavone uno dei cavalli di battaglia di Claudio Villa: "Non ti scordar di me".

Infine applausi a non finire per tutti.

Impeccabile l'organizzazione del festival, che le misure anti contagio in vigore hanno resa complessa e severa: uno staff interamente formato da studenti del conservatorio di Rovigo ha predisposto l'applicazione di tutte le misure per prenotazioni e accoglienza del pubblico. Staff che ha raccolto l'encomio del direttore Piombo e del presidente Felisatti.

Il festival Rovigo Cello City è stato reso possibile grazie al sostegno e contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Fondazione Banca del Monte di Rovigo, Ministero per i beni e le attività culturali, Regione del Veneto, Conservatorio di Musica Francesco Venezze di Rovigo, Asolo Musica, Accademia dei Concordi, Asm Set, Rotary Club Rovigo, Voxlion e Radio Padova, e con il patrocinio del Comune di Rovigo e della Fondazione per lo sviluppo del Polesine in campo letterario, artistico e musicale.

Tutti i concerti e gli eventi del festival, nel rispetto dei protocolli per il contenimento del rischio epidemiologico, sono a prenotazione obbligatoria con preassegnazione gratuita del posto a prenotazioni@rovigocellocity.it. Per gli eventi di domenica 6 settembre prenotazioni su www.festivaloperaprima.it

 

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