08/08/2020

ECONOMIA

Edilizia: c'è il rischio che metà delle imprese si ritrovino senza lavoro entro 3 mesi

“Oggi le imprese chiedono solo di poter lavorare, ma spesso i Comuni rallentano o bloccano le pratiche edilizie"

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ROVIGO - Edilizia tra crisi e incertezze: con il rischio che metà delle imprese si ritrovino senza lavoro entro 3 mesi. Secondo un’indagine della Fondazione Think Tank Nord Est, per il 38% delle imprese edili non sono ancora ripartiti tutti i lavori interrotti con il lockdown. Preoccupanti le prospettive per l’autunno: pesano il calo degli investimenti del settore turistico e le incertezze sull’ecobonus.

E’ piena di incertezze, quindi, la ripartenza dell’edilizia dopo il lockdown. Emerge da un’indagine realizzata dalla Fondazione Think Tank Nord Est, che ha intervistato circa 150 imprese tra Veneto e Friuli Venezia Giulia. Nel complesso, infatti, meno di una ditta su cinque (il 18% circa) prevede di non trovarsi in difficoltà tra fine 2020 e inizio 2021.

La crisi si preannuncia pesante, dunque, anche per il settore delle costruzioni: il 31% delle aziende si attende una riduzione del fatturato compresa tra il 21% e il 40%; il 17% si aspetta un calo superiore al 40%. Dati più o meno analoghi per quanto riguarda gli ordini, anche se la quota di chi teme un calo superiore al 40% aumenta fino al 22%.

La crisi economica generale (imprese e famiglie) è il principale problema avvertito dalle aziende dell’edilizia (rilevato nel 76% dei casi), ma preoccupa anche la crisi del turismo, citata da circa una ditta su tre, che rischia di tradursi in un forte calo degli investimenti nei prossimi mesi. Le imprese temono poi il ritardo nei pagamenti (segnalato dal 32% degli intervistati), che complica ulteriormente i già gravi problemi di liquidità.

Ad oggi, per il 38% delle ditte interpellate non tutti i lavori sono ripartiti. La metà delle aziende opera su un orizzonte temporale che non supera i tre mesi: il 18% ha commesse per due mesi, mentre il 14% solamente per un mese. Si preannunciano dunque mesi difficili per l’edilizia: il 37% ritiene che le criticità cominceranno tra settembre e ottobre, il 50% teme soprattutto i mesi 1 di novembre e dicembre. In queste valutazioni pesano le scadenze fiscali, una stagione turistica decisamente sottotono, ma anche il possibile ritorno del covid-19.

Su questi temi, ma soprattutto sulle proposte per aiutare il settore delle costruzioni a superare questa difficile situazione, la Fondazione Think Tank Nord Est aveva organizzato un incontro con circa 80 imprese ed operatori locali,a Bibione.

“Oggi le imprese chiedono solo di poter lavorare, ma spesso trovano un muro invalicabile nei Comuni che rallentano o bloccano le pratiche edilizie - spiega Antonio Ferrarelli, presidente di Think Tank Nord Est - mettendo un freno alla possibile ripartenza delle attività economiche. Nei prossimi mesi i Comuni registreranno un aumento delle pratiche dovuto all’ecobonus 110%: se non risponderanno velocemente alle richieste, imprese e cittadini non riusciranno a sfruttare gli importanti incentivi a disposizione. Ed al contempo perderemo l’opportunità di rilanciare l’economia. Chiediamo ai sindaci di affidare incarichi esterni per smaltire le pratiche arretrate e di concordare con gli altri enti pubblici ed i privati un sistema digitale per consentire risposte in tempi brevi”.

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