30/05/2020

turismo

Rilanciare il Polesine partendo dalla mobilità lenta. Si può

Il progetto della Provincia per collegare tra loro percorsi ciclabili e vie d’acqua

ROVIGO - Il Covid-19 non ferma la voglia di ripresa. Mercoledì 20 maggio scorso il presidente della Provincia di Rovigo Ivan Dall’Ara ha incontrato sindaci e delegati dei Comuni dell’area che insiste sul Canalbianco nonché i rapprensentanti dei GAL locali, con l’intento di verificare l’interesse per l’avvio di un progetto di mobilità lenta in Polesine pronto per l’attuazione. 

L’idea, che ha riscosso favore unanime, è di collegare tra loro percorsi ciclabili e vie d’acqua per contribuire al rilancio del territorio con un’azione sinergica pubblico-privata in linea con norme e regole imposte dall’emergenza sanitaria. Con Palazzo Celio, attore istituzionale che in passato ha seguito la realizzazione di molti attacchi sul Canalbianco e che ha in corso di realizzazione il progetto di valorizzazione delle piste ciclabili  finanziato dalla Fondazione Cariparo e cofinanziato da 17 Comuni per circa 1,2 milioni, la cabina di regia è composta anche da Assonautica Acque Interne Veneto ed Emilia-Romagna, associazione che a livello nazionale collabora con Union Camere nel settore nautico, Fiab Rovigo, Interporto di Rovigo e altri interlocutori quali ad esempio il CPSSAE, il cui presidente Raffaele Peretto collabora attivamente per gli aspetti culturali.
Fondamentale, oltre alla componente politica cui si aggiunge il pieno sostegno della Regione, testimoniato dalla presenza all’incontro dell’assessore Cristiano Corazzari, anche il contributo dei privati: all’incontro era presente infatti Rudy Toninato, attivo da anni nella navigazione su fiumi e canali che, insieme ad altri due imprenditori che già operano in Polesine, ha sposato sin dal principio l’idea di esportare una filosofia che altrove (leggi Padova sul Brenta) ha dato e sta dando ottimi riscontri in termini numerici e di presenze di locali e di stranieri.

Portare polesani e veneti a riscoprire dunque il proprio territorio: è la filosofia che anima questo progetto di turismo di prossimità che vuol essere una risposta concreta alle limitazioni imposte dal virus. D’altro canto le potenzialità non mancano: il cosiddetto “fiume di mezzo”, ovvero il Tartaro-Fissero-Canalbianco, è uno dei pochi corsi d’acqua italiani interamente navigabile che attraversa un’area assolutamente pianeggiante e dunque idonea anche alle due ruote intese in tutte le declinazioni, dal cicloturismo al bike sharing. In aggiunta, da Adria a Zelo, oltre a pontili e approdi, non mancano ville, musei, borghi e manufatti di interesse artistico come gli splendidi scorci naturalistici che si apprezzano navigando e percorrendo le vie ciclabili sia lungo il Canalbianco o quelli che attraversano il territorio costeggiando Adige e Po. Esperienze, queste, particolarmente apprezzate da turisti russi, americani e persino australiani che prima della pandemia partecipavano alle crociere fluviali da Venezia a Mantova.

Non va dimenticato che il Veneto è la prima Regione d’Italia per presenze turistiche e che quindi Rovigo, pur pagando un gap cronico, ha la possibilità di agganciare un treno che da sempre viaggia ad alta, anzi altissima velocità, dando un’offerta diversa da quella che Lago di Garda, Venezia o Cortina offrono da sempre: la mappatura, redatta dagli uffici della Provincia in stretta collaborazione con Fiab Rovigo, ha individuato alcuni primi percorsi su cui focalizzare l’attenzione (Zelo-Fratta Polesine, Fratta Polesine-Rovigo e Rovigo-Adria) ferma restando la possibilità di allargare in futuro anche a molti altri grazie appunto alla disponibilità dei Comuni e alle loro proposte.

L’idea, destinata a diventare presto realtà, avrà sicuramente ripercussioni positive in Polesine nel settore turistico e relativo indotto. A breve sarà reso disponibile il programma dei viaggi dell’imbarcazione.

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