25/11/2020

CULTURA

La grande mostra su “Chagall” slitta a metà settembre

A palazzo Roncale intanto si lavora per la riapertura de “La quercia di Dante”

“Chagall” slitta a metà settembre

ADRIA - Con la fase 2 e la fine del lockdown anche le mostre si preparano a riaprire i battenti. E a Rovigo, in particolare, a palazzo Roncale si lavora per la riapertura de “La quercia di Dante”, mostra inaugurata a marzo e chiusa dopo sole 48 ore. Slitta invece a metà settembre la grande mostra “Chagall”, che sarà proposta sempre a palazzo Roverella e che originariamente era prevista nella stagione primaverile.

Per mostre e musei, il via ufficiale è ipotizzato per lunedì. E la volontà di molte organizzazioni, pubbliche e private, è di rispettare questa data ma appare non improbabile che, per diversi motivi, tale attesa riapertura possa subire qualche ritardo.

Mostre e musei, per poter aprire i loro battenti, debbono infatti ottemperare alle prescrizione di sicurezza negli accessi, nella sanificazione, nelle distanze tra visitatori all’interno delle sale per tutelare il proprio personale e il pubblico. Interventi e strategie che sono ancora allo studio e che dovranno essere approvati dalle istituzioni competenti, azione che richiede del tempo. A questo si aggiunga la necessità di rinegoziare i prestiti delle opere per le mostre che si vorranno prorogare.

A lavorare per una riapertura “più veloce tecnicamente possibile”, sono alcune delle grandi mostre della stagione, mostre avviate e poi chiuse - come quella di palazzo Roverella, appunto - e mostre che dovevano inaugurare all’inizio del lockdown e che sono state ovviamente bloccate.

Nel Veneto: una ampia campagna di affissioni con la scritta “prossima apertura” annuncia, a palazzo Sturm a Bassano del Grappa, l’attesa monografica su Piranesi, mostra che celebra i 300 anni della nascita del famoso incisore. Salvo cambiamenti (avvertenza che vale per tutte le sedi e musei), l’apertura è ipotizzata per il 20 giugno sino al 19 ottobre. Dal 20 maggio invece riapriranno le collezioni permanenti dei Musei civici di Bassano nelle loro varie sedi.

I Musei civici di Venezia, da parte loro, preventivano la riapertura graduale dal primo di giugno, cominciando da palazzo Ducale e museo Correr con giorni e orari di apertura ridotti. Date le regole sulla mobilità, si presuppone che i primi a varcare le porte saranno i cittadini veneziani, che hanno da sempre accesso gratuito, e i residenti in Veneto, per accogliere poi i cittadini del mondo in tutte le 11 sedi museali, man mano che si concretizzerà la libera circolazione.

I Civici musei di Verona con le loro 9 sedi - tutte molto diverse tra loro e ciascuna con caratteristiche specifiche - stanno programmando il calendario delle varie aperture. Entro la prima metà di giugno, la galleria d’arte moderna Achille Forti riaprirà al pubblico, presentando la mostra “La mano che crea. Ugo Zannoni 1836-1919 scultore, collezionista e mecenate”. Sin qui le decisioni già delineate.

Stanno ancora valutando normative e situazione, altre realtà italiane che accolgono mostre importanti nelle loro sedi, mostre inaugurate prima del lockdown. Si sta valutando la possibilità di prorogare la mostra per l’estate per “A nostra immagine. Scultura in terracotta nel Rinascimento: da Donatello a Riccio”, allestita al museo Diocesano di Padova.

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