22/10/2020

confindustria

"Queste misure non funzionano e le risorse promesse non sono ancora arrivate"

Il presidente di Confindustria Venezia Area Metropolitana di Venezia e Rovigo condivede le proposte lanciate da Carlo Bonomi, leader designato di Confindustria

vincenzo marinese

vincenzo marinese

ROVIGO - Confindustria Venezia Rovigo critica le misure economiche del governo. “Le misure adottate fino ad ora dal governo italiano per affrontare le conseguenze economiche di Covid-19 non stanno funzionando. Le risorse promesse non sono ancora arrivate alle imprese, che mai come ora avvertono un forte bisogno di liquidità. Gli interventi elargiti a pioggia, come previsto, si sono dimostrati completamente inefficaci”. Per Vincenzo Marinese servono misure diverse e concrete. Il presidente di Confindustria Venezia Area Metropolitana di Venezia e Rovigo plaude dunque alle proposte lanciate da Carlo Bonomi, leader designato di Confindustria, a partire dal taglio dell’Irap.

“Un intervento forte che determina un’importante semplificazione per le imprese e contribuisce a liberare risorse, rendendole disponibili per nuovi investimenti - commenta Marinese - Condivido pienamente anche la richiesta di pagamento dei debiti commerciali alle aziende da parte dello Stato, così come lo sblocco delle infrastrutture già approvate. Il ponte Morandi, da questo punto di vista, rappresenta un modello virtuoso e dimostra che anche nel nostro Paese, in meno di due anni, se c’è la volontà è possibile realizzare grandi opere pubbliche”.

È necessario fare presto e agire con lucidità per arginare l’impatto della peggiore crisi economica dal Dopoguerra. “Con l’avvio della Fase 2 - aggiunge - le attività produttive stanno gradualmente ripartendo, applicando con attenzione i protocolli di sicurezza condivisi con le parti sociali per garantire la salute dei dipendenti, che viene prima di tutto. La condizione del Paese, tuttavia, rimane tragica. Basti pensare che oggi, nel territorio di Venezia e Rovigo, sono attivi gli ammortizzatori sociali per oltre 250 aziende associate, quasi 20mila lavoratori”.

“La nostra richiesta di sostegno finora è rimasta inascoltata. Abbiamo più volte offerto il nostro contributo, per indirizzare le scelte governative a vantaggio dell’intero Paese. L’impresa è il motore dell’economia, perché genera Pil e crea posti di lavoro. Troppo spesso, però, ha avuto la meglio un sentimento anti-industriale che sembra contrapporre l’interesse delle aziende a quello dei cittadini, il profitto alla salute. Non è certo percorrendo questa strada che si fa il bene dell’Italia e l’interesse dei suoi cittadini”, conclude Marinese.

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