24/10/2020

CORONAVIRUS IN VENETO

“Occupazione femminile a rischio con la fase due, servono interventi mirati”

A dirlo è la segretaria territoriale della Cisl Padova Rovigo, Stefania Botton

“Vigileremo che la crisi del virus non ricada sulle donne”

Stefania Botton, segretaria territoriale della Cisl Padova Rovigo

ROVIGO - "E’ urgente l’adozione di misure a sostegno dell’occupazione femminile a livello nazionale e locale perché la Fase 2 dell’emergenza sanitaria non gravi principalmente sulla qualità del lavoro delle donne". Lo ha detto la segretaria territoriale della Cisl Padova Rovigo Stefania Botton, intervenendo sulle scelte che il governo, la Regione Veneto e i Comuni stanno per compiere per indirizzare la ripartenza.

"Il pericolo – dice Botton – è che la ripresa delle attività produttive e la chiusura delle scuole penalizzi fortemente il lavoro femminile. E’ necessario che le istituzioni, a tutti i livelli, consultino le Organizzazioni sindacali prima di prendere decisioni incongrue e contraddittorie che non possono essere giustificate dalla situazione di emergenza".

Nei giorni scorsi Cgil, Cisl e Uil hanno scritto una lettera alla Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti formulando una serie di proposte precise anche in vista della pubblicazione del prossimo decreto-legge. Tra queste, un sostegno economico concreto alle lavoratrici con figli e in particolare per i figli disabili, che non venga conteggiato come reddito Irpef e con erogazione rapida e diretta. Si chiede inoltre che il diritto allo smart working sia garantito senza limitazioni e con piena retribuzione per le madri lavoratrici e caregiver di non-autosufficienti, prevedendo altre tipologie d’intervento in grado di garantire una copertura economica non inferiore all’80%. "Come è stato più volte sottolineato – aggiunge Botton – lo smart working deve essere regolato da protocolli precisi e da accordi, individuali e collettivi, che scongiurino un’emarginazione delle donne e garantiscano una vera conciliazione tra lavoro e figli. Va in questa direzione anche la progressiva riapertura degli spazi educativi per bambini e adolescenti, anche in forma ludica, ma garantendo la massima attenzione alla sicurezza sanitaria per i bambini, i loro parenti e per gli operatori, come è stato chiesto dalle organizzazioni sindacali regionali in vista della riapertura di asili nido e scuole materne". Infine, Cgil, Cisl e Uil chiedono di rafforzare la clausola di non licenziamento, già introdotta, e la regolarizzazione delle lavoratrici del settore domestico, per la quale si sta profilando un’intesa.

"Le decisioni che speriamo siano imminenti – dice Stefania Botton – sono destinate a incidere sulla qualità del lavoro femminile per un lungo periodo, proprio in un momento in cui nel settore socio-sanitario le lavoratrici hanno dato prova di grande dedizione e competenza. Proprio ieri la Fondazione Nordest ha reso noti i risultati di un’indagine sulle ripercussioni del lockdown per le imprese e i lavoratori. Risulta che circa la metà dei dipendenti a tempo determinato ha perso il lavoro e quasi tutti hanno subito una riduzione dell’orario e quindi delle entrate. Questi dati interessano prevalentemente il lavoro femminile, caratterizzato da sempre da una maggiore precarietà, come confermano i dati Istat dello scorso febbraio. Sarebbe inaccettabile che a tutto questo si aggiungesse una pericolosa involuzione sociale, in base alla quale le donne potrebbero ritrovarsi a dover scegliere tra lavoro e famiglia".

Per scongiurare che la necessità della conciliazione ricada solo sulle lavoratrici, la Cisl del Veneto ha presentato alla Regione alcune proposte: il rinnovo dei congedi speciali, aggiungendo ulteriori giorni di permesso, con un’indennità al 50% e la regola dell’alternanza dei genitori, il rinnovo del bonus baby-sitting, l’apertura dei centri estivi, un accordo con le organizzazioni imprenditoriali venete che garantisca una turnistica alternata a genitori con figli da accudire, anche se dipendenti da aziende diverse e sostegni economici ai genitori tramite il welfare aziendale e bilaterale.

"Domenica prossima – ha detto Liliana Ocmin, responsabile del Dipartimento nazionale donne della Cisl – è la Festa della Mamma. Adottare misure che vanno nella direzione da noi auspicata sarebbe, al di là della retorica delle ricorrenze, un aiuto concreto a tutte le mamme che continuano ancora oggi a “barcamenarsi” tra mille ostacoli e difficoltà per coniugare lavoro, affetti e responsabilità genitoriale". "La Cisl Padova Rovigo – conclude Stefania Botton – rivolge un augurio a tutte le mamme perché possano veder riconosciuto il loro ruolo nel lavoro e nella società".

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